Il veleno degli scorpioni può essere importante nella lotta al tumore al cervello / Lo studio

Una nuova tecnica di imaging che rivela i tumori cerebrali usando il veleno dello scorpione. Almeno, a partire dalla sua versione sintetica.

Ecco cosa hanno sviluppato, come si legge su Topsante.com, i ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, negli Stati Uniti. Sulla rivista Neurosurgery, dove i risultati della sperimentazione clinica sono stati pubblicati il ​​9 maggio scorso, si spiega come la molecola ‘illumini‘ la massa, permettendo ai neurochirurghi di avere una migliore idea della sua posizione ed estensione.

La sostanza che è stata usata è nota come tozuleristide o BLZ-100. Presente nel veleno dell’aracnide ma non tossico si lega alle cellule tumorali. Il team statunitense l’ha somministrata a 17 pazienti affetti da glioma, una forma di tumore cerebrale estremamente letale. Al tozuleristide è stata mescolata una tintura fluorescente che brilla quando viene stimolata da un laser.

Gli scienziati sperano che, grazie a questa tecnica e una telecamera speciale, il confine tra le cellule sane e il tumore sarebbe stato più chiaro durante l’intervento chirurgico.

La massa, quindi, è stata illuminata “come un albero di Natale“, ha dichiarato il dott. Adam Mamelak, ricercatore principale dello studio. Dopo le operazioni, i pazienti sono stati monitorati per 30 giorni e i primi risultati indicano per il momento che il sistema è sicuro.

Distinguere meglio il tumore consente consente ai neurochirurghi di rimuovere più facilmente le cellule maligne. Ad esempio, nel caso dei gliomi, la rimozione di queste cellule è particolarmente complicata perché sono difficili da distinguere dal normale tessuto cerebrale. Inoltre, questa patologia generalmente non risponde ai trattamenti tradizionali (chemioterapia e radioterapia) e la chirurgia può essere l’unico modo per il paziente di sopravvivere.

Poiché il campione è piccolo, sono necessarie ulteriori ricerche per valutare la sicurezza del sistema. Ma i ricercatori credono che questa tecnica sia promettente. In particolare, potrebbe essere utilizzata per altri tipi di cancro.

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