Il fumo passivo aumenta anche il rischio di ipertensione, la scoperta di uno studio

Uno studio ha mostrato che l'esposizione al fumo passivo è associata a problemi di ipertensione nei non fumatori.

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Il fumo passivo è l’inalazione involontaria di fumo da parte di una persona non fumatrice.

Il fumo di seconda mano – che sfugge lateralmente dalla sigaretta e la cui composizione è molto diversa dal fumo assimilato direttamente dal fumatore – è il più pericoloso. Stagna più a lungo nell’ambiente e non è filtrato.

I rischi associati al fumo passivo sono già stati dimostrati: cancro ai polmoni, asma o infezioni del tratto respiratorio. A quest’elenco ora dobbiamo aggiungere anche l’ipertensione che causa il deterioramento del sistema cardiovascolare.

Il nostro studio sui non fumatori mostra che il rischio di ipertensione è più alto con un lungo periodo di fumo passivo (ma anche le quantità minime sono pericolose)“, ha affermato il professor Byung Jin Kim dell’Università Sungkyunkwan in Corea e autore principale dello studio.

Ricerche precedenti hanno già suggerito un legame tra il fumo passivo e l’ipertensione tra i non fumatori. Ma la maggior parte degli studi del passato si è basata su piccoli campioni di sole donne e questionari autocompilati.

Questa nuova ricerca, invece, si basa su un campione molto più ampio (131.739 non fumatori). Un terzo sono stati uomini e due terzi donne, con un’età media di 35 anni: nessun questionario autocompliato ma analisi dell’urina per individuare la cotinina, il principale metabolita della nicotina. E i risultati non sono belli.

Il fumo passivo a casa o al lavoro è stato associato a un aumento del 13% del rischio di ipertensione. C’è un ulteriore rischio del 17% per l’esposizione al fumo passivo per 10 anni o più. Da sottolineare, poi, che le stesse conclusioni sono state osservate sia per gli uomini che per le donne.

I risultati suggeriscono che è necessario stare completamente lontani dal fumo passivo, non solo per ridurre l’esposizione ma anche per proteggersi dall’ipertensione“, ha osservato il ricercatore.

Alla luce di questi risultati, gli autori dello studio hanno chiesto di espandere le aree riservate ai non fumatori nei luoghi pubblici. Sono, inoltre, necessari divieti di fumo più severi nonché ulteriori modi per aiutare i fumatori a smettere del tutto.

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