Il caffè come le sigarette, giudice: “Sui pacchetti l’avviso che può causare il cancro”

Un giudice in California ha stabilito che le aziende produttrici di caffè devono inserire una nuova etichetta sui pacchetti per avvertire del pericolo di cancro.

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Un giudice in California (USA) ha stabilito che le aziende produttrici di caffè (ma anche distributori e rivenditori) devono inserire una nuova etichetta sui pacchetti per avvertire del pericolo di cancro.

In California, infatti, vige una legge statale che richiede la presenza di avvertenze in merito a una serie di sostanze chimiche associate alla possibilità dello sviluppo del cancro.

Una di queste sostanze chimiche è l’acrilammide, un composto mutageno e cancerogeno, con tossicità sistemica ma preferenziale per il sistema nervoso sia centrale che periferico (causa polineuropatia) e quello riproduttivo.

L’acrilamide, infatti, viene prodotto nel processo di torrefazione del chicco di caffè e può essere, pertanto, trovato nel caffè.

La National Coffee Association ha affermato che la sentenza del giudice può confondere i consumatori perché il legame tra l’acrilammide e il cancro sia ancora teorico. L’associazione sostiene che sono necessarie ulteriori ricerche.

Nel frattempo, ci sono studi che suggeriscono che il caffè possa ridurre il rischio di diabete e malattie del fegato. E non solo perché, come riferito qui, il caffè può influire positivamente sul benessere fisico e psichico attraverso la diminuzione del rischio di depressione, l’aumento delle prestazioni cognitive, la prevenzione delle malattie cardiache e degli ictus, la riduzione del rischio di diabete di tipo 2, la formazione di calcoli biliari e altro ancora.

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