Ha avuto un arresto cardiaco per sei ore, donna sopravvive grazie ai medici

Un team di medici in Spagna ha salvato la vita a una donna britannica che ha trascorso sei ore in arresto cardiaco dopo essere rimasta incosciente durante un'escursione.

Un team di medici in Spagna ha salvato la vita a una donna britannica che ha trascorso sei ore in arresto cardiaco dopo essere rimasta incosciente durante un’escursione.

L’ospedale Vall d’Hebron ha affermato che si è trattato del periodo più lungo in cui un paziente è stato in arresto cardiaco ed è sopravvissuto in Spagna.

Audrey Schoeman, 32 anni, e suo marito Rohan, che vivono entrambi a Barcellona, ​​si trovavano nei Pirenei all’inizio di novembre quando si sono trovati in mezzo a una tempesta di neve.

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Verso l’ora di pranzo, il signor Schoeman ha notato che la moglie ha cominciato a parlare in modo strano, diventando incoerente. Poi, è subentrato lo stato d’incoscienza e Rohan ha chiesto il salvataggio tramite un elicottero. Tuttavia, le operazioni di soccorso sono arrivate in ritardo a causa del maltempo. Di conseguenza, in relazione alla diminuizione delle temperatura, la signora Schoeman ha anche sviluppato l’ipotermia.

«Non riuscivo ad avvertire un respiro, non riuscivo a sentire il battito cardiaco», ha raccontato il marito della Audrey.

Ci sono volute tre ore prima che la signora Schoeman fosse trasportata in ospedale, dove i medici hanno scoperto che la sua temperatura corporea era scesa a 20°C.

La donna è stata collegata a una macchina ossigenatrice a membrana extracorporea (ECMO) – un dispositivo mai usato prima in Spagna – che controlla il funzionamento del cuore e dei polmoni ossigenando il sangue all’esterno del corpo e poi reintroducendolo.

La dott.ssa Eduardo Argudo ha affermato di aver usato l’ECMO per «guadagnare tempo affinché il suo cervello potesse ricevere ossigeno mentre trattavamo la causa dell’arresto cardiaco».

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«Sebbene l’ipotermia stesse per uccidere Audrey, l’ha paradossalmente salvata anche perché il suo corpo – e soprattutto il suo cervello – non sono peggiorati», ha aggiunto il medico. «Se fosse andata in arresto cardiaco per così tanto tempo con una normale temperatura corporea avremmo certificato la sua morte. Ma sapevamo che la grave ipotermia significava che avevamo la possibilità di salvarla grazie all’ECMO».

È stata rianimata con l’aiuto della macchina ECMO ed è rimasta nell’unità di terapia intensiva (ICU) dell’ospedale Vall d’Hebron per sei giorni per il monitoraggio.

I medici hanno spiegato che deve ancora recuperare completamente la sensibilità e il movimento delle sue mani ma dovrebbe tornare al lavoro nei prossimi giorni.

La signora Schoeman ha raccontato di non avere memoria di quelle sei ore ma ha confessato di essere incredibile che sia sopravvissuta.

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