Sentenza Usa: “Glifosato ‘fattore sostanziale’ della comparsa del cancro in un 70enne”

I giurati del tribunale distrettuale di San Francisco (USA) hanno deciso all'unanimità che l'erbicida ha contribuito allo sviluppo del linfoma non Hodgkin in un 70enne regolarmente esposto al prodotto.

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Il Tribunale federale di San Francisco (USA) ha ammesso all’unanimità che il Roundup Herbicide (precedentemente commercializzato dalla Monsanto e ora dalla Bayer Pharmaceuticals) è stato un “fattore sostanziale” nella comparsa del cancro in Edwin Hardeman, un settantenne della California che ha usato il glifosato per eliminare le erbacce dalla sua proprietà per quasi 3 decenni.

Secondo l’uomo è stata questa esposizione regolare all’erbicida che lo ha portato a sviluppare il linfoma non Hodgkin (LNH), un tumore che colpisce il sistema immunitario.

Il giorno di Natale del 2014 si è svegliato e ha sentito un nodo in gola“, ha affermato il suo avvocato. A Hardeman, infatti, il cancro è stato diagnosticato nel 2015 e ha denunciato l’anno successivo la Monsanto.

Siamo delusi dalla decisione della giuria ma continuiamo a credere fermamente che la scienza confermi che gli erbicidi glifosati non causino il cancro“, ha affermato il portavoce della Bayer degli Stati Uniti D’America. Nella seconda fase del processo, la giuria dovrà valutare la responsabilità di Monsanto per il cancro che ha colpito l’agricoltore. Questa fase della causa determinerà i possibili danni.

Questo caso è il secondo a essere giudicato negli Stati Uniti. Ad agosto, un altro residente dello stato della California ha ricevuto 78 milioni di dollari dopo un processo contro la Bayer. Un giudizio che è oggi in appello.

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