Dal veleno di un ragno un aiuto per la potenza a letto dell’uomo

L'andrologo Andrea Militello spiega i risultati di uno studio sulla disfunzione erettile.

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uomo

La disfunzione erettile è un problema molto diffuso e colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Per il 2020 si stima infatti saranno circa 322 milioni i pazienti affetti da tale patologia nel mondo.

Talvolta la disfunzione erettile può essere un segnale di una sofferenza metabolica o cardiovascolare, altre volte può dipendere da alterazioni dell’equilibrio ormonale, altre volte da problematiche locali dei corpi cavernosi.

Le terapie sino ad oggi utilizzate sono le classiche pasticche dell’amore a base di inibitori delle 5 fosfo diesterasi ma negli ultimi tempi sono subentrare anche terapie fisiche che utilizzano le onde d’urto a bassa intensità o i fattori di crescita sino ad arrivare all’impianto delle protesi con accesso mini invasivo nei casi non rispondenti alle classiche terapie.

Ma la scienza va avanti e ci sono studi e ricerche dedicati a scoprire ulteriori molecole in grado di sostenere e curare la disfunzione erettile con una facilità di assunzione e l’assenza o minima presenza di effetti collaterali.

Phoneutria-nigriventer

Molto interessante al riguardo uno studio effettuato da colleghi stranieri”, ci dice il Dottor Andrea Militello andrologo e urologo a Roma (ma anche Avezzano e Viterbo), che hanno utilizzato un gel contenente una tossina dal veleno del ragno armato (Phoneutria nigriventer), il peptide 19-aminoacido, PnPP-19 (peptide del potentiator nigriventer).

Per effettuare questo studio sono stati utilizzati cavie affette da disfunzione erettile in conseguenza a ipertensione e diabete. È stata utilizzata una formulazione in genere per verificarne la bio distribuzione e la permeazione.

Interessanti i risultati che hanno manifestato una risposta consistente in un miglioramento della risposta erettile con l’assenza di effetti collaterali.

Inoltre PnPP-19 ha mostrato un effetto additivo quando co-somministrato con sildenafil, mostrando una nuova modalità di azione indipendentemente dall’inibizione della fosfodiesterasi di tipo 5.

I risultati – conclude l’andrologo Dr. Andrea Militello – hanno mostrato che PnPP-19 può emergere come un nuovo farmaco potente, che può essere somministrato topicamente, diventando un’alternativa promettente per il trattamento della disfunzione erettile. Attendiamo per questo gli ulteriori sviluppi”.

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