Pregliasco sul Covid-19: “Siamo nella fase della guerriglia”

Il virologo dell'Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, fa il punto sul Covid-19 in Italia ma anche delle candidature dei suoi colleghi.

Fabrizio Pregliasco, virologo.

“Non ho ricevuto proposte di candidarmi, io sono presidente dell’Anpas, un’attività per la comunità l’ho sempre fatta, quindi anche per portare avanti l’attività di questa associazione avrei potuto accettare. Ogni cittadino è giusto che abbia voglia di impegnarsi, sia dal punto di vista del voto, sia dal punto di vista dell’attività diretta mettendoci la faccia”.

Così il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, intervenuto ai microfoni della trasmissione Fino a qui tutto bene, condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus, rispondendo alle polemiche riguardo alla candidatura del direttore del dipartimento di microbiologia molecolare dell’Università di Padova, Andrea Crisanti.

“Mi pare paradossale come chi ha contribuito alla divulgazione venga insultato, deriso, o comunque considerato negativamente, un pò come per la guerra, si è vinta una guerra, pur con tante perdite, e chi ha partecipato si è svalutato a differenza di chi da lamentino si metteva in un angolo a sparare giudizi. Però devo riconoscere che chi mi incontra per strada esprime giudizi positivi a differenza degli haters su internet”.

Sul Covid-19, invece, “non possiamo essere certi di nulla”. “Io dico che ora siamo in una fase dove dobbiamo leccarci le ferite – ha aggiunto Pregliasco -, dobbiamo convivere purtroppo ancora con una guerriglia del virus che rimarrà con noi ancora al lungo, sperabilmente con una capacità di contenere questa guerriglia”.

“Grazie ai vaccini, grazie alla guarigione c’è una capacità protettiva seppur non assoluta. Pero’ questo virus si mimetizza e cerca di fare il suo sporco lavoro continuando a replicarsi – ha poi spiegato il virologo -. Immaginiamo una presenza del virus, ma non continua, bensi’ con onde”.

“Ormai ci siamo abituati ai numeri dei decessi, numeri che prima ci spaventavano. A volte si esorcizza il problema dicendo che il virus si è raffreddorizzato. Ora non è facile avere un’attenzione intermedia tra la paura, l’angoscia, le scelte drastiche e il liberi tutti. Nel futuro ci aspetta una continuità della campagna vaccinale, l’utilizzo sempre più ampio dei farmaci antivirali”, ha concluso Pregliasco.

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