Covid-19 e scuola, Clementi: “La febbre va misurata negli istituti”

Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all’università Vita – Salute San Raffaele di Milano, intervenuto su SkyTg24, si è detto «favorevole alla riduzione della quarantena», al momento a 14 giorni. Oggi, infatti, è attesa la decisione del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) per ridurre l’isolamento a 10 giorni.

Clementi ha poi criticato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a proposito della raccomandazione di non usare il gomito per salutarsi, definita «ridicola»: «Ci ha abituato ormai a dichiarazioni singolari che creano dubbi. È un’organizzazione che non pone mai l’attenzione su un singolo Paese, ma guarda la situazione mondiale e sappiamo che ci sono Paesi in cui è più difficile mantenere un controllo come da noi.

Poi, a proposito di scuola, Clementi ha affermato che «in un mondo ideale la temperatura» degli studenti che tornano in classe nell’anno del nuovo coronavirus «dovrebbe essere misurata a scuola con strumenti opportuni, che non comportino assembramento e possano essere mezzi di valutazione efficaci».

Il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Irccs ospedale San Raffaele ha anche commentato l’impugnazione da parte del Governo dell’ordinanza piemontese sul tema.

Nell’ordinanza la Regione Piemonte raccomandava a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso. Qualora la scuola, per ragioni oggettive e comprovate, non fosse stata nelle condizioni di farlo, avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di verifica quotidiana attraverso un’autocertificazione per controllare che la temperatura fosse stata effettivamente misurata dalla famiglia. Nel caso in cui uno studente si fosse presentato senza l’autocertificazione, la scuola avrebbe avuto l’obbligo di misurare la febbre per consentire l’ingresso in classe, anche avvalendosi di volontari.

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