Covid-19 e ristoranti, cosa dice uno studio sui rischi di finire contagiati

Uno studio si è concentrato sul rapporto tra la positività al coronavirus e andare in un ristorante (e solo). I risultati.

Parlare di distanziamento sociale fa emergere tante domande e dubbi, soprattutto quando si fa riferimento all’area della ristorazione.

Un recente studio ha evidenziato come la maggior parte dei positivi al Covid-19 avevano frequentato ristoranti nelle due settimane precedenti. Questo studio è la dimostrazione di un momento in cui l’”allentamento” delle misure sia ancora prematuro? Uno sguardo ai dati dello studio.

Covid-19 e ristorazione: uno studio

Gli adulti risultati positivi al Covid-19, rispetto a quelli negativi, hanno il doppio delle probabilità di riferire di aver cenato in un ristorante nei 14 giorni precedenti prima di ammalarsi.” riporta lo studio recente del Centers for Disease Control and Preventions (CDC).

Non solo ristoranti ma anche essersi recati in un bar/caffetteria pur mantenendo l’uso della mascherina in pubblico e senza essere stati a stretto contatto con pazienti infetti, hanno riferito i ricercatori.

Lo studio condotto a luglio ha preso in esame 314 adulti che stavano manifestando i sintomi del Coronavirus di cui 154 sono risultati positivi.

È stato somministrato un test in 11 diverse strutture sanitarie degli Stati Uniti studiando attentamente le risposte dei pazienti per comprendere se erano state adottate tutte le misure preventive anti Covid-19 durante le attività sociali (come recarsi ad un bar o in palestra). In una percentuale di circa il 70% sia coloro che sono risultati positivi che negativi si erano attenuti alle misure d’emergenza, quindi senza evidenti differenze.

Ad emergere però è stato un altro dato fondamentale: il 41% degli adulti risultati positivi ha riferito di aver avuto contatti con almeno una persona nota per avere il Covid-19.

Un’altra evidenza statistica ha messo in risalto che non ci sono differenze statisticamente significative tra coloro che erano positivi e negativi al Coronavirus che avevano frequentato negozi, ufficio, mezzi pubblici, riunioni religiose, palestre o riunioni a casa con meno di 10 persone.

Il punto cruciale resta comunque uno: le persone risultate positive avevano il doppio della probabilità di riferire di aver cenato in un ristorante nelle due settimane prima che iniziassero a presentarsi i primi sintomi, rivela lo studio.

I limiti dello studio

Il campione non risulta essere significativamente rappresentativo, questi dati sarebbero emersi comunque se i positivi rispondenti fossero stati di più?

Inoltre le domande sul pasto al ristorante non distinguevano se all’aperto o al chiuso.

I rapporti di esposizione nei ristoranti sono stati collegati alla circolazione dell’aria. La ventilazione e il flusso d’aria potrebbero influenzare la trasmissione del virus anche se sono state implementate le linee guida sull’uso delle mascherine e del distanziamento sociale”, affermano i ricercatori.

Considerazioni: è possibile utilizzare sempre la mascherina?

Appare evidente come in un ambiente ristorativo sia limitante dover utilizzare le mascherine, almeno per i commensali.

Le mascherine non possono essere utilizzate mentre si beve e si mangia mentre altre attività indoor come lo shopping includono l’utilizzo della mascherina costante” questa la risposta dell’Associazione dei Funzionari Alimentari e Farmaceutici.

Non si tratta di abbassare la guardia quanto di continuare a mantenere la distanza sociale all’interno e all’esterno degli ambienti ristorativi, ricordando di mettere in atto tutte le raccomandazioni dettate dalle linee guida (distanziamento sociale, mascherina e uso del disinfettante) tenendo a mente d’indossare la mascherina anche tra uno spostamento e l’altro all’interno dei ristoranti, bar/caffetterie.