Coronavirus: si può essere infettati due volte dal SARS-CoV-2?

Secondo gli esperti, a meno di mutazioni del virus è praticamente impossibile essere infettati due volte.

Si può essere infettati due volte dal Coronavirus? Sono tantissime le persone che si pongono questa domanda tutti i giorni. Partiamo specificando che, quando il nostro corpo entra in contatto con un virus, sviluppa anticorpi che permettono all’organismo di riconoscere e di debellare il virus stesso in caso di ulteriore contatto. Il principio appena descritto riguarda anche la vaccinazione e l’immunizzazione progressiva.

Come evidenziato dal matematico ed epidemiologo Jean-Stéphane, quando il 60% dei soggetti di una determinata popolazione entra in contatto con un virus, un singolo paziente è in grado di infettare in media una sola persona e l’epidemia non si diffonde più.

Fatta eccezione per i casi in cui si ha a che fare con una mutazione – contingenza che ha riguardato il virus dell’influenza stagionale – è impossibile essere infettati due volte. Per quel che concerne il SARS-CoV-2, non ci sono ancora prove relative a una mutazione e in grado di fare luce sulla tanto temuta seconda ondata di contagi.

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Cosa sapere sui casi di reinfezione

A preoccupare la popolazione di tutto il mondo c’è soprattutto il fatto che, in numerosi casi, i media hanno riportato storie di pazienti che, dopo aver avuto il Coronavirus, si sono reinfettati. Un caso che sta facendo scuola è quello di una città cinese della provincia del Guangdong, dove il 14% delle persone infettate dal virus è risultato positivo ai test successivi. 

In Giappone, è stato invece riportato il caso di un paziente che, dopo diverse settimane di degenza in ospedale, è risultato nuovamente positivo al SARS-CoV-2. Più che di reinfezione, a detta degli esperti bisognerebbe parlare di infezione prolungata.

Come specificato sulle pagine della celebre rivista The Lancet, la carica virale del SARS-CoV-2 può durare anche più di un mese. Un ulteriore ipotesi per spiegare queste situazioni riguarda il fallimento dei test.

Tra gli interrogativi ancora aperti rimane comunque quello relativo alla durata dell’immunità acquisita. Secondo uno studio del 2007 relativo alla SARS, il livello degli anticorpi rimane stabile per due anni, per poi diminuire drasticamente dopo il terzo. Per ora, non è stato però segnalato alcun caso di paziente che abbia contratto nuovamente il SARS-CoV-1.

Il livello di anticorpi non è in ogni caso considerato un indicatore affidabile del rischio di infezione. Alcune persone, infatti, possono risultare immunizzate senza la rilevazione di anticorpi. Alla luce di ciò, per molti esperti l’unica strada per uscire dall’emergenza Covid-19 è lo sviluppo di un vaccino.

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