Cirrosi epatica: sintomi, cause, complicazioni e prevenzione

Il fegato partecipa a molte importanti funzioni del corpo, tra cui la digestione, la produzione di ormoni e la rimozione di prodotti di scarto dal sangue.

0

Il fegato partecipa a molte importanti funzioni del corpo, tra cui la digestione, la produzione di ormoni e la rimozione di prodotti di scarto dal sangue. Questo organo è anche bravo a riparare se stesso se è sano.

Il danneggiamento a lungo termine del fegato, però, può portare alla cirrosi, in cui le cellule epatiche sane vengono sostituite con il tessuto cicatriziale. La condizione compromette la funzionalità epatica e può eventualmente portare al collasso dell’organo, che può essere fatale.

I danni causati dalla cirrosi sono irreversibili, quindi il trattamento si concentra sulla prevenzione di ulteriori danni e complicazioni correlate, oltre che sulla gestione dei sintomi.

Una volta che il fegato non è più in grado di funzionare, è necessario un trapianto.

[amazon_link asins=’B012W9GK4G,B077QQ2XV8,B00020IELK,B00S9PP7UG,B015SYSSME,B00Y127H36,8862294522,1979439842,B06XZCNY7W’ template=’ProductCarousel’ store=’gianbolab-21′ marketplace=’IT’ link_id=’124b56bd-752f-11e8-8c03-fd2ebbee88b6′]

I SINTOMI

La cirrosi non mostra sintomi all’inizio.

Man mano che la malattia peggiora, cominciano a comparire i seguenti sintomi:

  • debolezza e stanchezza;
  • nausea;
  • perdita di appetito e peso;
  • ittero (ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi);
  • prurito della pelle;
  • sanguinamento e lividi frequenti;
  • gonfiore addominale dovuto ad accumulo di liquidi (ascite);
  • gonfiore alle gambe a causa di accumulo di liquidi;
  • confusione e difficoltà a pensare (a causa dell’accumulo di tossine nel cervello: encefalopatia epatica).

Rivolgersi a un medico il prima possibile se hai questi sintomi.

LE CAUSE 

La cirrosi si sviluppa spesso a causa del consumo eccessivo di alcolici per lunghi anni o dell’epatite C a lungo termine.

Quanto segue può anche contribuire allo sviluppo della cirrosi:

  • steatosi epatica non alcolica e steatoepatite non alcolica;
  • epatite cronica B;
  • epatite autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca le cellule sane del fegato;
  • fibrosi cistica;
  • malattie che colpiscono i dotti biliari, tra cui la cirrosi biliare primitiva;
  • la malattia di Wilson, in cui il rame si accumula nel fegato e in altri organi;
  • emocromatosi, in cui il ferro si accumula nel fegato e in altri organi;
  • epatite D ed E, che sono tipi meno comuni di epatite virale;
  • uso prolungato di alcune medicine;
  • esposizione prolungata a sostanze chimiche velenose.

COMPLICAZIONI

La cirrosi determina un rischio più elevato di cancro al fegato.

Altre possibili complicazioni della malattia:

  • aumento della pressione sanguigna nelle vene che trasportano il sangue al fegato (ipertensione portale);
  • peritonite batterica spontanea, un’infezione potenzialmente pericolosa per la vita;
  • emorragia interna, soprattutto nell’esofago e nello stomaco;
  • milza ingrossata (splenomegalia);
  • suscettibilità alle infezioni;
  • encefalopatia epatica, che si manifesta in confusione, problemi di memoria e concentrazione, cambiamenti nella personalità e cambiamenti nel ciclo del sonno;
  • debolezza ossea e suscettibilità alle fratture;
  • sindrome epatopolmonare (insufficienza polmonare);
  • sindrome epatorenale (insufficienza renale);
  • peggioramento degli effetti collaterali di alcuni medicinali;
  • insulino-resistenza e diabete.

PREVENZIONE

I disordini ereditari che portano alla cirrosi non possono essere prevenuti. Ma ci sono alcune misure che si possono prendere per ridurre il rischio di contrarre la malattia:

  • astenersi dall’alcool o almeno non bere più di un drink al giorno se sei una donna e due bevi al giorno se sei un uomo;
  • mangiare una dieta con abbondanza di verdure e cereali integrali e grassi meno saturi;
  • mantenere un peso sano;
  • bere quantità moderate di caffeina;
  • farsi vaccinare contro l’epatite A e B;
  • controlli medici regolari, soprattutto se il rischio è maggiore;
  • gestire le condizioni che aumentano il rischio di cirrosi.

Commenti