Caldo, raddoppiato il numero delle città con il bollino rosso
Venerdì 17 luglio saranno 16 le città da bollino rosso per il caldo. Milano è la nuova entrata, mentre Firenze e Perugia restano in allerta.
Le città italiane da bollino rosso per il caldo passeranno da 7 a 15 giovedì 16 luglio e saliranno a 16 venerdì 17. Il massimo livello di rischio sanitario riguarderà così più della metà dei 27 centri monitorati dal Ministero della Salute. Milano sarà la nuova entrata, mentre Firenze e Perugia continueranno un’allerta iniziata rispettivamente il 9 e il 10 luglio. La progressione indica che giovedì e venerdì rappresenteranno il culmine della terza ondata di calore del 2026.

Il sistema nazionale non fotografa soltanto le temperature previste. I bollettini valutano il possibile impatto del caldo sulla salute della popolazione e vengono elaborati ogni giorno con previsioni a 24, 48 e 72 ore per 27 città.
Il rosso, classificato come livello 3, segnala condizioni di emergenza capaci di produrre effetti negativi anche sulle persone sane e attive, non esclusivamente sui soggetti fragili.
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Seguire il salto da 7 a 16 città rosse
Mercoledì 15 luglio le città al massimo livello di rischio sono sette. Giovedì il numero salirà a 15, con un aumento di otto centri urbani in appena ventiquattro ore. Venerdì si aggiungerà Milano, portando il totale a 16.
La crescita rapida mostra l’estensione geografica della fiammata africana. L’allerta coinvolge città del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole, senza concentrarsi in una sola area del Paese.
Venerdì 17 luglio saranno rosse:
- Bologna;
- Brescia;
- Cagliari;
- Campobasso;
- Firenze;
- Frosinone;
- Genova;
- Latina;
- Milano;
- Palermo;
- Perugia;
- Pescara;
- Rieti;
- Roma;
- Torino;
- Viterbo.
Milano affronta il primo giorno di bollino rosso durante questa terza ondata di calore. La città passa al livello massimo proprio nella giornata indicata come punto culminante della fase più intensa.
| Data | Città rosse | Variazione |
|---|---|---|
| Mercoledì 15 luglio | 7 | Dato iniziale |
| Giovedì 16 luglio | 15 | +8 in un giorno |
| Venerdì 17 luglio | 16 | +1, entra Milano |
Distinguere rosso, arancione e giallo
Il Ministero della Salute usa quattro livelli progressivi, da 0 a 3, per comunicare gli effetti attesi delle condizioni meteorologiche sulla salute. Il sistema è attivo durante la stagione estiva e considera le caratteristiche delle singole città.
Il bollino verde, livello 0, indica l’assenza di condizioni che rappresentino un rischio per la salute.
Il bollino giallo, livello 1, corrisponde a una preallerta. Le condizioni meteorologiche possono precedere un’ondata di calore e richiedono attenzione agli aggiornamenti.
Il bollino arancione, livello 2, segnala temperature elevate e condizioni capaci di produrre conseguenze soprattutto su anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche e altri gruppi vulnerabili.
Il bollino rosso, livello 3, descrive un’ondata di calore con effetti possibili sull’intera popolazione. Il rischio aumenta quando le temperature elevate persistono per più giorni e impediscono all’organismo e agli edifici di recuperare durante la notte.
Venerdì saranno arancioni Ancona, Civitavecchia, Messina e Napoli. Il rischio sarà quindi più elevato per le persone fragili, pur senza raggiungere il livello di emergenza attribuito alle 16 città rosse.
⚕️ Nota editoriale
I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.
Controllare le sette città in preallerta
Le restanti sette città monitorate saranno indicate in giallo venerdì 17 luglio:
- Bari;
- Bolzano;
- Catania;
- Reggio Calabria;
- Trieste;
- Venezia;
- Verona.
Il giallo non segnala ancora un’ondata di calore con effetti sanitari diffusi. Rappresenta però una condizione di preallerta, utile per prepararsi a un possibile peggioramento nelle ore o nei giorni successivi.
L’elenco chiarisce anche l’errore presente nel testo originario, nel quale Bari compariva contemporaneamente tra le città rosse e quelle gialle. La distribuzione coerente dei 27 centri comprende 16 rossi, quattro arancioni e sette gialli.
| Livello di venerdì 17 luglio | Numero di città | Significato sanitario |
| Rosso, livello 3 | 16 | Rischio per tutta la popolazione |
| Arancione, livello 2 | 4 | Rischio soprattutto per i fragili |
| Giallo, livello 1 | 7 | Preallerta per possibile ondata |
| Totale monitorato | 27 | Rete nazionale del Ministero |
Osservare le allerte più lunghe a Firenze e Perugia
Il dato nazionale non riguarda soltanto il numero delle città coinvolte. Conta anche la durata dell’esposizione.
Firenze è in rosso senza interruzioni dal 9 luglio. Venerdì raggiungerà quindi il nono giorno consecutivo al massimo livello. Perugia è rossa dal 10 luglio e arriverà a otto giorni consecutivi.
Una sequenza prolungata può aumentare lo stress termico perché abitazioni, strade e superfici urbane accumulano calore. Le temperature notturne elevate riducono inoltre la possibilità di recupero, soprattutto per le persone anziane, sole o affette da patologie croniche.
Milano presenta una situazione diversa. Il 17 luglio sarà il primo giorno rosso della terza ondata del 2026. Il passaggio al livello 3 indica però che le condizioni previste non saranno rilevanti soltanto per i soggetti vulnerabili.
La durata del bollino non coincide automaticamente con la durata dell’intera ondata meteorologica. I livelli vengono aggiornati ogni giorno e possono scendere o salire in base alle nuove previsioni.

Ridurre l’esposizione nelle ore più calde
Durante i giorni da bollino rosso, le indicazioni sanitarie assumono valore per tutti. Conviene limitare gli spostamenti e l’attività fisica nelle ore centrali, mantenere freschi gli ambienti, bere con regolarità e controllare familiari o vicini che vivono soli.
Particolare attenzione va riservata ad anziani, neonati, bambini, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari o respiratorie, lavoratori esposti al sole e chi assume farmaci che possono interferire con la termoregolazione.
Mal di testa, debolezza, nausea, confusione, pelle molto calda e perdita di coscienza possono indicare un problema legato al calore. Nei casi gravi occorre contattare rapidamente i servizi di emergenza.
Le persone che seguono terapie non devono modificare dosi o orari senza consultare il medico. Anche l’assunzione eccessiva di acqua può essere problematica in presenza di alcune malattie cardiache o renali.
Attendere il nuovo bollettino dopo il picco
Il quadro di venerdì descrive l’apice della fase africana, ma non stabilisce da solo quando terminerà il rischio sanitario. I bollettini vengono pubblicati quotidianamente proprio perché temperature, umidità, ventilazione e condizioni notturne possono cambiare rapidamente.
L’aumento da 7 a 16 città rosse in quarantotto ore resta il dato che misura l’intensità della fase. Il picco non sarà circoscritto alle regioni tradizionalmente più calde: Torino, Milano, Brescia, Genova e Bologna entreranno nello stesso livello attribuito a Roma, Palermo, Cagliari e Campobasso.
Firenze e Perugia rappresentano invece il volto più persistente dell’ondata, con oltre una settimana consecutiva di emergenza sanitaria.
Le informazioni hanno finalità divulgative. In presenza di sintomi gravi legati al caldo occorre contattare il 112 o rivolgersi ai servizi sanitari.