Batterio killer in Veneto, allertati 10mila pazienti

L'allerta proviene dal gruppo di lavoro istituito dalla Regione Veneto dopo i 18 casi di infezione e i 6 decessi causati dal batterio killer.

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I pazienti che, tra il 2010 e la fine del 2017, hanno avuto la sostituzione della valvola cardiaca negli ospedali di Padova, Vicenza, Treviso e Mestre, riceveranno una scheda sui sintomi causati dal Mycobacterium Chimaera e l’invito a contattare i numeri di telefono indicati, anche se ne fosso insorto soltanto uno.

Se necessario, i pazienti saranno affidati ai reparti di Malattie Infettive. Lo ha deciso il gruppo di lavoro istituito dalla Regione Veneto dopo i 18 casi di infezione e i 6 decessi causati dal batterio killer.

I pazienti interessati dall’avviso sono circa 10mila. Il batterio è stato individuato nei macchinari dell’azienda LivaNova.

Il gruppo tecnico ha sottolineato anche che “i macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti” e che “la Regione Veneto si sta tutelando nei confronti della Ditta produttrice“, in quanto il batterio killer “sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivi, quindi antecedentemente all’installazione in sala operatoria“. La Regione Veneto, in caso di provvedimenti giudiziari, ha annunciato che chiederà di essere ammessa come parte civile.

L’invito a chi è stato operato dal 2010 in poi deriva dal fatto che il periodo di incubazione dell’infezione è lunghissimo, compreso in un arco di tempo che va dai 3 mesi ai 6 anni. Per questa infezione non esiste una terapia codificata e il tasso di mortalità è di circa il 50 per cento.

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