Bagno dei bambini con le anatre di plastica? Sono pericolose. Ecco perché

Ricercatori svizzeri e americani hanno studiato da vicino le anatre di plastica e la scoperta non è stata piacevole.

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I giocattoli che galleggiano nell’acqua sporca accumulano funghi e germi potenzialmente patogeni, secondo uno studio svizzero-statunitense.

Le piccole anatre di plastica che si dilettano nei bagni dei bambini sono pericolosi predatori.

Il Consiglio federale svizzero ha pubblicato ieri – martedì 27 marzo – un inquietante comunicato dal titolo Le brutte anatre da bagno, che riporta le conclusioni di uno studio molto serio sulla questione.

Il corpo (plastico) immerso nell’acqua già inquinato dalle nostre abluzioni diventa una vera bomba con batteri e funghi.

Un team di ricercatori dell’Eawag Water Research Institute, dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo e dell’Università dell’Illinois (USA) hanno collocato nuovissime anatre per undici settimane in acque pulite e un altro gruppo di anatre in “acqua di bagno usata contenente sapone residuo, sporcizia, sudore e batteri che accompagnano il corpo umano“.

Ebbene, le anatre tagliate ed esaminate in laboratorio hanno rivelato che tutte contenevano batteri in concentrazione da media a molto elevata. Il 95% dei casi esaminati presentavano batteri fecali, l’81% di funghi e il 34% di stafilococco, sicuramente il più pericoloso.

Il problema deriva principalmente dall’interno del giocattolo, difficile da pulire.

“Quando gli spruzzi dell’acqua degli anatroccoli contenente i batteri viene spinta nella vasca – rileva Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti si viene a creare una nebulizzazione sulla superficie dell’acqua che trasporta gli organismi microscopici all’interno dei polmoni o di altri orifizi. I batteri trovati, dunque, nei brutti anatroccoli possono essere causa di molte malattie, tra le quali infezioni al tratto urinario, alla pelle e anche di polmoniti”. E i più a rischio sono “sicuramente i bambini e i soggetti con difese immunitarie deboli“.

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