Quali sono gli effetti delle armi chimiche sull’uomo?

La guerra in Ucraina non si arresta, non si esclude un possibile utilizzo di armi chimiche da parte della Russia. Cosa sono? Quali gli effetti sull'uomo?

I recenti sviluppi della guerra in Ucraina vedono aumentare le tensioni tra i Paesi coinvolti e soprattutto una marcata aggressione da parte della Russia che continua ad attaccare senza accennare ad una resa. Se la guerra dovesse protrarsi ancora non si esclude l’utilizzo da parte dell’esercito russo di armi chimiche, di cosa si tratta? Quali sono gli effetti sull’uomo?

Armi chimiche, cosa sono e quali sono

Le armi chimiche non sono una novità in ambito bellico e terroristico, procurano effetti devastanti su tutti gli esseri viventi e non (uomini, animali, vegetazione, materiali che diventano inutilizzabili).

Bastano quantità minime di sostanze chimiche per creare enormi danni. Queste sostanze possono essere inalate, assorbite a livello cutaneo o gastrico. Purtroppo la disponibilità di DPI (dispositivi di protezione individuale) è scarsa e questo metterebbe più in pericolo la salute.

Ecco una principale classificazione delle armi chimiche in base ai principali composti:

Nervini (sarin, soman, tabun, GF, VX)
Vescicanti (iprite, lewisite, oxime)
Pneumotossici soffocanti (fosgene, cloropicrina)
Aggressivi enzimatici (acido cianidrico, cloruro di cianogeno)
Irritanti (lacrimogeni, starnutatori)
Psicotropi incapacitanti (BZ, LSD)

Effetti sull’uomo

Nervini: agiscono sull’acetilcolina e provocano sintomi di tipo muscarinico (miosi, salivazione, sudorazione, lacrimazione, bradicardia, bronco-costrizione, ipersecrezione bronchiale, dolori addominali, vomito, diarrea) e nicotinico (astenia, tremori e fascicolazioni muscolari, paralisi muscolare, tachicardia); questi ultimi compaiono a dosi maggiori e, quelli a carico della muscolatura della gabbia toracica e del diaframma, sono responsabili della morte per insufficienza respiratoria. Il quadro clinico è accompagnato da sintomi e segni di tipo centrale (cefalea, agitazione, confusione, vertigini, iporeflessia, depressione del centro del respiro, convulsioni e coma).

Vescicanti: producono estese vesciche sulla cute con cui vengono in contatto. L’iprite è il capostipite di questi composti ed è
meglio nota come mostarda e si sintomi dolorosi compaiono dopo due ore dal contatto. A differenza della lewisite in cui i sintomi compaiono immediatamente. I vescicanti potrebbero essere anche inalati causando problemi respiratori.

Pseumotossici soffocanti: agiscono sul sistema respiratorio ledendolo. Tosse, afonia, bruciore, tachipnea, oppressione toracica, dispnea sono i sintomi che acutiscono nelle successive 4-6 ore. La morte può sopraggiungere nelle prime 24 ore.

Aggressivi enzimatici: impiegati dai nazisti nelle camere a gas, provocano avvelenamento (soprattutto i cianuri). Se la dose è alta compaiono tachipnea, apnea e arresto cardiaco.

Irritanti: li conosciamo perché li abbiamo visti utilizzati nelle sommosse e i sintomi come bruciore oculare, fotofobia e lacrimazione scompaiono dopo 15-30 minuti, tuttavia il quadro sintomatologico dipende anche dalla dose che può essere letale.

Psicotropi incapacitanti: si chiamano così perché “incapacitano” le attività umane. Cosa vuol dire? Limitano le funzioni combattive temporaneamente. Non causano la morte. Alcuni psicotropi incapacitanti possono condurre al delirio allucinatorio.

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