Trigliceridi alti, qual è il valore da non superare e come abbassarli

Questo articolo ha finalità informativa. Non sostituisce il parere del medico curante. Per l’interpretazione dei tuoi esami del sangue rivolgiti al tuo medico.

Referto di esami del sangue, tema valori dei trigliceridi

Nel referto degli esami del sangue compaiono sempre insieme. Colesterolo e trigliceridi vengono misurati con lo stesso prelievo, ma non sono la stessa cosa. E il valore da tenere d’occhio, per i secondi, è preciso: 1,5 grammi per litro.

Cosa sono i trigliceridi

Sono grassi presenti naturalmente nel sangue. Arrivano da due strade. La prima è l’alimentazione. La seconda è il fegato. L’organo li produce partendo dagli zuccheri e dalle calorie assunte in eccesso.

Il loro compito è preciso: fare da riserva di energia. L’organismo li tiene da parte e li utilizza quando serve.

Come il colesterolo, vengono misurati con il bilancio lipidico. È l’esame che si esegue con un normale prelievo di sangue.

In cosa si differenziano dal colesterolo

Colesterolo e trigliceridi appartengono entrambi alla famiglia dei lipidi. Le funzioni, però, sono diverse.

Il colesterolo entra nella produzione degli ormoni, della vitamina D e delle membrane cellulari. I trigliceridi servono soprattutto come deposito energetico.

Da qui una conseguenza pratica. Si può avere il colesterolo nella norma e i trigliceridi alti. Oppure il contrario. Sono due parametri indipendenti. Ed è il motivo per cui vengono analizzati insieme. Solo la lettura combinata permette di valutare il rischio cardiovascolare.

I valori di riferimento

Negli adulti il quadro è articolato su quattro soglie.

  • sotto 1,5 g/L: valore considerato normale
  • tra 1,5 e 2 g/L: è raccomandata una sorveglianza
  • oltre 2 g/L: un controllo medico diventa quasi sempre necessario
  • oltre 5 g/L: condizione che espone a un forte rischio di pancreatite acuta

Quando il valore supera la norma si parla di ipertrigliceridemia.

Perché i valori si alzano

I fattori che fanno salire i trigliceridi nel sangue sono diversi.

Il primo riguarda la tavola: un’alimentazione ricca di zuccheri e di grassi. Poi c’è il consumo importante di alcol. Incidono anche il sovrappeso e la mancanza di attività fisica.

A questi si aggiungono alcune condizioni cliniche, come il diabete di tipo 2. Anche lo stress può contribuire. E alcuni farmaci.

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Quali rischi comporta un valore alto

Un livello troppo elevato può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. In alcuni casi espone anche alla pancreatite acuta. È una complicanza che diventa concreta soprattutto oltre i 5 g/L.

Come si abbassano

Di fronte a valori elevati, il medico indica prima di tutto misure legate allo stile di vita. È lì che si gioca la partita principale.

Le indicazioni sono queste:

  • limitare le bevande alcoliche
  • ridurre i prodotti zuccherati
  • limitare gli alimenti ultra-trasformati
  • praticare attività fisica regolare
  • perdere peso, quando è in eccesso

Quando servono i farmaci

Se queste misure non bastano, oppure se il rischio cardiovascolare è elevato, il medico può proporre un trattamento farmacologico.

Tra le opzioni ci sono i fibrati e alcuni integratori a base di omega-3. In questi casi serve un monitoraggio regolare. Va verificata l’efficacia delle misure adottate.

Cosa fare dopo il referto

Un valore fuori norma su un singolo esame non definisce da solo un quadro clinico. La lettura spetta al medico. È lui a valutare il dato insieme alla storia personale, agli altri parametri del bilancio lipidico e agli eventuali fattori di rischio.

Chi trova un valore alterato nel proprio referto può parlarne con il medico di famiglia, che indicherà se sono necessari ulteriori accertamenti o un controllo a distanza di tempo.

Come prepararsi al prelievo

C’è un aspetto pratico che riguarda l’attendibilità del risultato. Il dosaggio dei trigliceridi è sensibile a quello che si è mangiato nelle ore precedenti.

Per questo motivo il bilancio lipidico si esegue di norma a digiuno. Le indicazioni sulle ore da rispettare arrivano dal laboratorio o dal medico che prescrive l’esame.

Anche il consumo di alcol nei giorni precedenti può influire sul risultato. È un elemento da segnalare al medico quando si legge il referto. Aiuta a interpretare correttamente il dato.

Ogni quanto ripetere l’esame

Non esiste una frequenza valida per tutti. La periodicità dipende dai valori riscontrati e dall’età. Contano anche gli altri fattori di rischio e le eventuali terapie in corso.

Nel caso in cui sia stato avviato un trattamento, farmacologico o basato sullo stile di vita, il monitoraggio regolare serve proprio a misurarne l’efficacia nel tempo.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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