Due salami ritirati dai supermercati: cosa sapere prima di buttarli via
Il Ministero della Salute richiama due salami: uno per rischio microbiologico, l'altro per salmonella ed Escherichia coli STEC. Lotti, sintomi e cosa fare.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce il parere di un medico. Le informazioni su sintomi e rischi sanitari non costituiscono una diagnosi. In caso di sintomi dopo il consumo di uno dei prodotti richiamati, rivolgersi al proprio medico o al Pronto Soccorso.

Il Ministero della Salute ha pubblicato due nuovi avvisi di richiamo. Riguardano dei salami venduti nei supermercati italiani. Un caso segnala un rischio microbiologico non specificato. L’altro segnala salmonella ed Escherichia coli produttore di tossina Shiga, detto STEC. I prodotti non vanno consumati. Possono essere riportati al punto vendita.
Indice dell'articolo
- 1 Il primo richiamo: Salame Antico Spigaroli e Salame Cresponetto
- 2 Il secondo richiamo: Salame nostrano I Veneti
- 3 Cosa fare se si possiede uno dei prodotti richiamati
- 4 Salmonella ed Escherichia coli STEC: i sintomi da conoscere
- 5 Quando rivolgersi a un medico
- 6 Cos’è un richiamo alimentare e perché viene disposto
Il primo richiamo: Salame Antico Spigaroli e Salame Cresponetto
Il primo avviso riguarda due prodotti a marchio Antica Corte Pallavicina Fratelli Spigaroli. Sono il Salame Antico Spigaroli senza nitrati e il Salame Cresponetto. Il motivo è una non conformità per rischio microbiologico. L’avviso non specifica il tipo di microrganismo. Entrambi i salami sono venduti in pezzi interi, a peso variabile. Il numero di lotto è 280426A. Non è indicato un termine minimo di conservazione. Per riconoscere il prodotto in casa, il riferimento principale resta quindi il lotto stampato sulla confezione.
I salami sono stati prodotti da Terre Verdi Srl. Lo stabilimento si trova in via Sbrisi 3, a Polesine Parmense, in provincia di Parma. Il marchio di identificazione è CE IT 1819 L.
Il secondo richiamo: Salame nostrano I Veneti
Il secondo avviso è più dettagliato sul tipo di rischio. Riguarda il Salame nostrano a marchio I Veneti. Il motivo del richiamo è la possibile presenza di Salmonella spp. e di Escherichia coli STEC. Il prodotto è venduto in pezzi da 700 grammi. Il lotto è il 3366. Il termine minimo di conservazione è fissato al 22 marzo 2027.
Il salame è stato prodotto da Sa.Ven Srl. Lo stabilimento si trova in via Trieste 158, a Zanè, in provincia di Vicenza. Il marchio di identificazione è CE IT 1255 M.
Cosa fare se si possiede uno dei prodotti richiamati
In entrambi i casi, l’indicazione è la stessa: non consumare i salami con i lotti indicati. Chi ha acquistato uno dei prodotti può riportarlo al punto vendita d’acquisto. Il negozio fornisce le indicazioni per il rimborso o la sostituzione.
Per verificare se un prodotto in casa è coinvolto, servono tre dati: il marchio del salame, il numero di lotto e il termine minimo di conservazione, quando presente. Tutti e tre sono riportati sulla confezione.
Salmonella ed Escherichia coli STEC: i sintomi da conoscere
La salmonella è un batterio. Può causare infezioni gastrointestinali. I sintomi più comuni sono nausea, diarrea, vomito, febbre e dolori addominali. In genere compaiono entro alcuni giorni dal consumo dell’alimento contaminato.
L’Escherichia coli STEC produce una tossina, chiamata tossina Shiga. Può provocare gli stessi disturbi gastrointestinali. In alcuni casi può causare complicazioni più serie. Il rischio è maggiore per bambini piccoli, anziani, persone con difese immunitarie basse e persone con malattie pregresse.
Per questo motivo, quando un prodotto viene richiamato per la presenza di questi batteri, la raccomandazione è chiara: non consumarlo in nessun caso, nemmeno dopo cottura in casa, salvo diverse indicazioni specifiche nell’avviso ufficiale.

Quando rivolgersi a un medico
Chi ha già consumato uno dei prodotti richiamati e presenta sintomi come febbre alta, diarrea persistente, sangue nelle feci o forte disidratazione dovrebbe contattare il proprio medico o rivolgersi al Pronto Soccorso. Questo vale soprattutto per bambini piccoli, persone anziane e persone con patologie croniche, le categorie più esposte a complicazioni.
Cos’è un richiamo alimentare e perché viene disposto
Un richiamo alimentare è una procedura di sicurezza. Scatta quando un’azienda o un’autorità sanitaria individua un possibile rischio in un prodotto già in vendita. L’obiettivo è avvisare i consumatori prima che il rischio si traduca in un problema di salute concreto.
In Italia il sistema di allerta coinvolge più soggetti. Le aziende produttrici segnalano il problema quando lo individuano nei propri controlli interni. Il Ministero della Salute pubblica l’avviso ufficiale, disponibile sul proprio sito. I punti vendita ricevono le indicazioni per gestire i prodotti coinvolti e per informare i clienti.
Per il consumatore, il punto di riferimento resta sempre l’etichetta. Marchio, lotto e termine minimo di conservazione permettono di verificare in pochi secondi se un prodotto acquistato rientra tra quelli richiamati. Conservare lo scontrino, quando possibile, facilita anche la procedura di rimborso al momento della restituzione.