Influenza 2026/2027: l’OMS definisce i nuovi ceppi: come sarà il vaccino?
La stagione influenzale che si sta concludendo è stata particolarmente intensa. Secondo le stime, tra influenza e altri virus respiratori sono stati colpiti complessivamente circa 14-15 milioni di persone. Oltre al virus influenzale hanno circolato infatti anche altri patogeni respiratori come il virus respiratorio sinciziale, il metapneumovirus, il rinovirus e il SARS-CoV-2. Anche se il picco è ormai passato, la circolazione dei virus respiratori non si è ancora completamente esaurita e per alcune settimane continueranno a registrarsi casi di infezione.
“Questo scenario conferma quanto l’influenza rappresenti ogni anno una sfida importante per la salute pubblica. Proprio per questo motivo la vaccinazione influenzale rimane lo strumento principale di prevenzione per ridurre il numero di casi, le complicanze e i ricoveri, soprattutto tra le persone più fragili come anziani, bambini piccoli e soggetti con patologie croniche” – afferma il Prof. Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Milano, Direttore scientifico di Osservatorio Virusrespiratori.it.
Per mantenere elevata l’efficacia della protezione, il vaccino antinfluenzale deve essere però aggiornato ogni anno. I virus dell’influenza cambiano infatti di continuo: piccole variazioni genetiche possono modificare le caratteristiche dei ceppi circolanti e rendere meno efficace la protezione dei vaccini precedenti. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), analizzando costantemente i dati provenienti dai sistemi di sorveglianza internazionale, cerca ogni anno di selezionare i ceppi che probabilmente circoleranno nella stagione successiva e, sulla base di questi, pubblica due volte all’anno (a febbraio e a settembre) le raccomandazioni sulla composizione dei vaccini per l’emisfero nord e per quello sud.
Il 27 febbraio l’OMS ha così annunciato la nuova composizione del vaccino per la stagione influenzale 2026-2027 nell’emisfero settentrionale. La nuova formulazione raccomandata resta trivalente, cioè basata su tre diversi ceppi virali. Questa scelta è legata al fatto che uno dei due ceppi di virus B storicamente presenti nei vaccini, il B/Yamagata, non circola più a livello globale dal 2020. Nonostante ciò, alcuni produttori potranno continuare a realizzare anche vaccini quadrivalenti, che includono entrambe le linee del virus B, Yamagata e Victoria, per garantire una copertura più ampia in caso di eventuali cambiamenti epidemiologici.
Nel dettaglio, il vaccino raccomandato per la prossima stagione includerà:
- un ceppo aggiornato di virus A/H1N1, identificato come A/Missouri/11/2025;
- un nuovo ceppo di virus A/H3N2, appartenente alla variante che ha avuto maggiore diffusione nella stagione recente;
- un ceppo aggiornato di virus B appartenente alla linea Victoria, con varianti come Tokyo 2025 o Pennsylvania 2025 a seconda della tecnologia utilizzata per produrre il vaccino.
“Nonostante l’aggiornamento annuale, il messaggio di salute pubblica resta sempre lo stesso: vaccinarsi rimane la strategia più efficace per proteggersi dall’influenza e dalle sue possibili complicanze. La vaccinazione influenzale non solo riduce il rischio di ammalarsi, ma contribuisce anche a limitare la diffusione del virus nella comunità e a proteggere le persone più vulnerabili” – conclude il Prof. Pregliasco.