Il vaccino somministrato funziona? Te lo dirà un nuovo test, ecco quale

Oltre ai tamponi standard (PCR) e ai test antigenici, i laboratori somministrano anche i test sierologici per rilevare la presenza degli anticorpi anti Sars-CoV-2 dopo la malattia e, quindi, per verificare se uno sia stato infettato o meno dal virus.

Quindi, come riportato da Futura-Sciences.com, l’utilità di questi test è limitata agli obiettivi epidemiologici o in caso di dubbi sulla diagnosi del test PCR.

Adesso sta emergendo una nuova generazione di test sierologici che consentono di quantificare gli anticorpi specificatamente sviluppati dopo la vaccinazione. È il caso, ad esempio, del test Elecsys® Anti-SARS-CoV-2 del laboratorio svizzero Roche o del test SARS-CoV-2 IgG II Quant dell’americano Abbott.

Anche il laboratorio francese di biologia medica Eurofins ha appena sviluppato il proprio. «Questo test è stato offerto da metà aprile a laboratori e ospedali in Francia e nel mondo», ha affermato Laurence Pellegrina, biologa medica, dottoressa in farmacia e direttrice dell’innovazione presso Eurofins Biomnis.

Questi nuovi test fanno parte della campagna di vaccinazione perché ricercano gli anticorpi neutralizzanti e danno un’indicazione del livello di immunizzazione conferito dai vaccini.

Ancora Laurence Pellegrina: «Potremo così verificare se la persona ha risposto bene al vaccino e se sono effettivamente comparsi gli anticorpi». È utile, ad esempio, per i pazienti immunocompromessi o per i pazienti con patologie croniche come l’insufficienza renale che, com’è noto, rispondono meno bene al vaccino.

In conclusione, possiamo immaginare questi test come esami «di routine» per valutare l’efficacia di una campagna di vaccinazione o anche per tutti coloro che vorrebbero essere certi che il loro vaccino generi l’immunità.

LEGGI ANCHE: Cosa sappiamo sul passaporto vaccinale?

Articoli correlati