Il digiuno intermittente fa bene al cervello: ecco perché
Una molecola del metabolismo energetico potrebbe spiegare perché il digiuno intermittente fa bene non solo al corpo, ma anche al cervello.
Perché il digiuno intermittente sembra avere effetti che vanno oltre la semplice perdita di peso?
Da anni medici e ricercatori osservano che questo regime alimentare non aiuta solo a dimagrire, ma migliora anche parametri metabolici e, in molti casi, il benessere mentale. Ora uno studio italiano getta nuova luce su ciò che accade dentro il nostro organismo, individuando una molecola chiave capace di collegare metabolismo e cervello.
Si chiama succinato ed è un composto centrale del metabolismo energetico. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Acta Physiologica, il succinato potrebbe mediare gli effetti benefici del digiuno intermittente sul metabolismo, sul comportamento e sull’infiammazione cerebrale, soprattutto nelle persone con obesità.
Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale che ha coinvolto la Scuola Superiore Sant’Anna, l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, l’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e la University of California Irvine.
Un lavoro che apre prospettive nuove non solo per la prevenzione del diabete e delle malattie cardiometaboliche, ma anche per la tutela della salute del cervello.
Indice dell'articolo
- 1 Obesità: non colpisce solo il peso, ma anche il cervello
- 2 Il digiuno intermittente sotto la lente della scienza
- 3 Solo il digiuno intermittente migliora ansia e comportamento
- 4 Il succinato: il ponte tra metabolismo e cervello
- 5 Il “segreto” del digiuno intermittente in una molecola
- 6 Nuove prospettive per la prevenzione e la cura
- 7 Cosa significa per chi lotta con l’obesità
- 8 Lo sapevi che…?
- 9 FAQ – Domande frequenti
- 10 Iscriviti ai nostri canali
- 11 Consiglio
Obesità: non colpisce solo il peso, ma anche il cervello
L’obesità è da tempo riconosciuta come un importante fattore di rischio per patologie come diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Tuttavia, le conseguenze non si fermano alla bilancia.
Numerosi studi dimostrano che l’obesità influisce anche sul cervello, aumentando il rischio di:
- disturbi cognitivi;
- declino delle funzioni mentali;
- malattie neurodegenerative;
- disturbi dell’umore e d’ansia.
Il legame tra alimentazione, metabolismo e salute cerebrale è sempre più evidente, ma per anni i meccanismi biologici alla base di questa connessione sono rimasti poco chiari.
Il digiuno intermittente sotto la lente della scienza
Il digiuno intermittente è un regime alimentare che alterna periodi di alimentazione a periodi di digiuno, in questo caso 24 ore di digiuno intervallate da una dieta bilanciata.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno utilizzato un modello sperimentale di obesità indotta da una dieta ricca di grassi, confrontando tre approcci:
- dieta ad alto contenuto di grassi;
- dieta bilanciata assunta quotidianamente;
- digiuno intermittente con dieta bilanciata.
I risultati hanno confermato che sia la dieta bilanciata sia il digiuno intermittente riducono il peso corporeo, la massa grassa e migliorano la tolleranza al glucosio.
Ma la vera differenza emerge osservando il cervello e il comportamento.
Solo il digiuno intermittente migliora ansia e comportamento
Secondo i dati raccolti, solo il digiuno intermittente è in grado di:
- migliorare in modo significativo il comportamento esplorativo;
- ridurre i livelli di ansia;
- diminuire l’infiammazione cerebrale.
Un effetto che non si osserva con la sola restrizione calorica. Questo suggerisce che non è solo “quanto” mangiamo a fare la differenza, ma come e quando mangiamo.
Ed è qui che entra in gioco il succinato.
Il succinato: il ponte tra metabolismo e cervello
Grazie a tecniche avanzate di metabolomica, i ricercatori sono riusciti a individuare nel succinato una molecola chiave capace di mettere in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello.
Come spiega Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa:
“Grazie a tecniche avanzate di metabolomica, siamo riusciti a individuare il succinato come una molecola chiave che mette in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello”.
L’analisi dei metaboliti nei diversi tessuti e nel sangue ha rivelato una vera e propria firma metabolica del digiuno intermittente:
- riduzione del succinato nel plasma;
- aumento del succinato nel fegato;
- aumento del succinato nel tessuto adiposo bruno.
Una distribuzione che sembra essere alla base degli effetti positivi osservati sul cervello.

Il “segreto” del digiuno intermittente in una molecola
L’aspetto più sorprendente dello studio arriva da un esperimento chiave: la somministrazione diretta di succinato.
Come racconta Andrea Tognozzi, dottorando dell’Università di Pisa e primo autore dello studio:
“Sorprendentemente, somministrare succinato da solo riproduce gran parte degli effetti del digiuno intermittente, soprattutto a livello di cambio di comportamento e diminuzione di ansia; come se la molecola fosse il ‘segreto’ del digiuno intermittente”.
In altre parole, il succinato sembra mimare molti dei benefici del digiuno intermittente, soprattutto quelli legati al benessere mentale e alla riduzione dell’infiammazione cerebrale.
Nuove prospettive per la prevenzione e la cura
Secondo Paola Tognini, ricercatrice della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatrice dello studio:
“Grazie a questo studio, potremmo sviluppare approcci nutrizionali o farmacologici mirati a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell’umore e il declino cognitivo associati all’obesità, offrendo una protezione neurobiologica superiore a quella della semplice restrizione calorica”.
Si tratta di una prospettiva importante: intervenire su una molecola chiave per ottenere benefici metabolici e cerebrali senza limitarsi a ridurre le calorie.
Cosa significa per chi lotta con l’obesità
Questi risultati non suggeriscono soluzioni “miracolose”, ma indicano una direzione chiara: la qualità e la tempistica dell’alimentazione influenzano profondamente il cervello.
In futuro, la modulazione del succinato potrebbe diventare:
- un nuovo target nutrizionale;
- un obiettivo farmacologico;
- uno strumento di prevenzione integrata per metabolismo e salute mentale.
Lo sapevi che…?
- Il cervello è uno degli organi più sensibili ai cambiamenti metabolici.
- L’infiammazione cerebrale è coinvolta anche nei disturbi dell’umore.
- Il digiuno intermittente è oggetto di centinaia di studi clinici in tutto il mondo.
FAQ – Domande frequenti
Il digiuno intermittente fa bene a tutti?
Non sempre: va valutato caso per caso con il medico.
Il succinato è un farmaco?
No, è una molecola naturale del metabolismo.
Questa scoperta vale anche per l’uomo?
I dati sono promettenti, ma serviranno studi clinici.
È meglio del semplice dimagrimento?
Potrebbe offrire benefici aggiuntivi sul cervello.
Si può assumere succinato come integratore?
Al momento non è indicato senza indicazione medica.
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Consiglio
Per approfondire il rapporto tra alimentazione e cervello consigliamo questo libro.