Ictus cerebrale: cosa fare subito (e cosa evitare)
Un improvviso sorriso storto o la difficoltà a sollevare un braccio possono salvarti la vita.

L’NHS, il sistema sanitario britannico, ha lanciato un appello importante: riconoscere i sintomi dell’ictus in tempo può fare la differenza tra la vita e la morte. Ma il problema è che molti di questi segnali iniziali sono facili da ignorare.
Indice dell'articolo
- 1 Un’emergenza da non sottovalutare
- 2 Il messaggio dell’NHS: “Ogni sintomo di ictus è sempre un’emergenza”
- 3 Il metodo FAST: come riconoscere l’ictus in 4 mosse
- 4 Mai andare in pronto soccorso da soli: chiama il 112
- 5 Anche se i sintomi spariscono, non sei fuori pericolo
- 6 I 3 principali tipi di ictus
- 7 Altri sintomi da tenere d’occhio
- 8 Cosa succede in ospedale?
- 9 I trattamenti: cosa aspettarsi dopo un ictus
- 10 Le conseguenze: ogni minuto conta
- 11 FAQ – Domande frequenti
Un’emergenza da non sottovalutare
Ogni anno, migliaia di persone vengono colpite da ictus, un evento improvviso e potenzialmente fatale. Succede quando il flusso di sangue diretto al cervello si interrompe all’improvviso. Il tessuto cerebrale, privato di ossigeno e nutrienti, comincia a deteriorarsi in pochi minuti.
Tuttavia, i primi segnali di questo grave problema possono sembrare piccoli fastidi. Un leggero formicolio, una parola detta male, una debolezza che passa subito. Ma il rischio è altissimo.
Il messaggio dell’NHS: “Ogni sintomo di ictus è sempre un’emergenza”
Attraverso un post pubblicato su X (ex Twitter), l’NHS ha ricordato quanto sia fondamentale agire subito:
“Il primo segnale di un ictus può sembrare banale: non riuscire ad alzare il braccio, un sorriso che non viene, parole che escono confuse. Ma ogni segno è un’emergenza. Se il viso, il braccio o la parola sono compromessi”, è il momento di chiamare il 112 o il 118 (in Italia).
Il metodo FAST: come riconoscere l’ictus in 4 mosse
Per aiutare tutti a ricordare i campanelli d’allarme dell’ictus, il servizio sanitario britannico utilizza l’acronimo FAST, che in inglese significa “veloce”, ma in questo caso è anche una guida salvavita:
- F – Face (Faccia): un lato del volto sembra cadente? Il sorriso è asimmetrico?
- A – Arms (Braccia): riesci a sollevare entrambe le braccia sopra la testa? Una si abbassa?
- S – Speech (Parola): parli in modo confuso, slacciato o non trovi le parole?
- T – Time (Tempo): è il momento di chiamare subito il 112 (il numero di emergenza in Italia).

Mai andare in pronto soccorso da soli: chiama il 112
Se noti uno o più di questi sintomi su te stesso o su un’altra persona, non guidare fino al pronto soccorso. Il tempo è fondamentale e bisogna contattare il 112 immediatamente. L’operatore guiderà verso il percorso più sicuro e rapido. In ambulanza, il personale potrà già iniziare valutazioni vitali e comunicare con l’ospedale.
Se qualcuno ti accompagna, potrebbe dover fornire informazioni importanti al posto tuo, se non riesci a parlare.
Anche se i sintomi spariscono, non sei fuori pericolo
Un sintomo può durare pochi minuti, poi svanire. Questo non significa che l’ictus sia stato evitato. Potrebbe trattarsi di un TIA (Attacco Ischemico Transitorio), spesso definito “mini ictus”. In questo caso, il rischio di un ictus vero e proprio nei giorni successivi è molto alto.
I 3 principali tipi di ictus
- Ictus ischemico: il più comune. Avviene quando un coagulo blocca un’arteria che porta sangue al cervello.
- Ictus emorragico: causato dalla rottura di un vaso sanguigno all’interno del cervello.
- TIA (Attacco Ischemico Transitorio): i sintomi durano meno di 24 ore, ma sono un campanello d’allarme molto serio.
Altri sintomi da tenere d’occhio
Oltre ai segnali del metodo FAST, ci sono altri sintomi che potrebbero indicare un ictus in corso:
- Intorpidimento o debolezza su un lato del corpo (braccio, gamba, viso)
- Vista offuscata o perdita parziale della vista
- Difficoltà a parlare o a trovare le parole
- Confusione, problemi di memoria
- Capogiri, perdita di equilibrio
- Mal di testa molto forte e improvviso
- Nausea o vomito senza altra spiegazione
Cosa succede in ospedale?
Una volta arrivati in pronto soccorso, i medici procederanno con test specifici per confermare la diagnosi e stabilire il tipo di ictus:
- Analisi del sangue
- TAC o risonanza magnetica (MRI)
- Ecografie
- Elettrocardiogramma (ECG)
L’obiettivo è chiaro: agire il prima possibile per limitare i danni al cervello.
I trattamenti: cosa aspettarsi dopo un ictus
Nei primi momenti dopo un ictus, il trattamento dipende dal tipo:
- Farmaci anticoagulanti per sciogliere i coaguli (in caso di ictus ischemico)
- Chirurgia in caso di pressione intracranica o emorragia
- Monitoraggio continuo nelle prime 24 ore
In seguito, i medici potrebbero prescrivere:
- Farmaci per fluidificare il sangue
- Medicinali per abbassare la pressione arteriosa
- Statine per ridurre il colesterolo
- Fisioterapia e riabilitazione neurologica
Le conseguenze: ogni minuto conta
Il cervello è un organo delicatissimo. Più tempo passa senza sangue e ossigeno, più le cellule cerebrali muoiono. Alcune persone riescono a riprendersi completamente in pochi giorni, ma per altri l’ictus può lasciare conseguenze permanenti come difficoltà motorie, del linguaggio o della memoria.
Suggerimento
Per chi ha avuto un ictus o vuole monitorare la salute in modo proattivo, può essere utile un misuratore di pressione da braccio digitale, facile da usare anche in casa. Vai qui.
FAQ – Domande frequenti
Cosa devo fare se noto un sintomo di ictus su un familiare?
Chiama immediatamente il 112. Non aspettare che passi.
Il TIA è meno pericoloso di un ictus?
È un segnale d’allarme molto serio. Richiede attenzione medica urgente.
Un ictus può colpire anche giovani?
Sì. Anche se è più frequente negli anziani, può verificarsi a qualsiasi età.
Dopo un ictus, si guarisce completamente?
Dipende da gravità, tipo di ictus e tempi di intervento. La riabilitazione è essenziale.
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