Vaccino anti Covid-19 e variante inglese, buone notizie da un nuovo studio

Il vaccino anti Covid-19, sviluppato da Pfizer e BioNTech, potrebbe proteggere da una variante più infettiva del coronavirus.

Il vaccino anti Covid-19, sviluppato da Pfizer e BioNTech, potrebbe proteggere da una variante più infettiva del coronavirus scoperta in Gran Bretagna e che si è diffuso in tutto il mondo, secondo i risultati di ulteriori test di laboratorio pubblicati mercoledì.

I risultati incoraggianti di un’analisi del sangue dei partecipanti allo studio si basano su un’analisi più ampia rispetto a quelle rilasciate dalla casa farmaceutica statunitense la scorsa settimana.

Infatti, uno studio molto simile di Pfizer ha mostrato che il vaccino è efficace contro una mutazione chiave, chiamata N501Y, trovata in due nuove varianti altamente trasmissibili diffuse in Gran Bretagna e in Sud Africa.

L’ultimo studio, pubblicato su bioRxiv.org ma non ancora sottoposto a peer review, è stato condotto su un virus sintetico con 10 mutazioni che sono le caratteristiche della variante nota come B117 identificata in Gran Bretagna.

Tra gli 11 autori dello studio ci sono Ugur Sahin e Oezlem Tuereci, co-fondatori di BioNTech. Sahin è l’amministratore delegato e la moglie Tuereci è l’ufficiale medico capo.

Per il test, i campioni di sangue prelevati da 16 partecipanti vaccinati sono stati esposti a un virus sintetico chiamato pseudovirus che è stato progettato per avere le stesse proteine ​​di superficie di B117, caratterizzato da 10 mutazioni caratteristiche.

Gli anticorpi nel sangue dei volontari a cui è stato somministrato il vaccino, noto come Comirnaty o BNT162b2, hanno neutralizzato lo pseudovirus con la stessa efficacia della versione di coronavirus precedente per cui il prodotto era stato inizialmente progettato.

Gli esperti hanno affermato che i risultati sono rassicuranti.

Jonathan Stoye, specialista in scienza del virus, ha affermato: «Lo studio ci dice che è molto improbabile che la variante britannica sfugga alla protezione fornita dal vaccino. Sarà interessante effettuare gli stessi esperimenti con la variante sudafricana».

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