Urinare spesso in gravidanza, quando è normale e quali segnali non ignorare

Andare in bagno molto più spesso può diventare una delle presenze costanti durante la gravidanza. In condizioni normali, una donna urina mediamente dalle sei alle otto volte al giorno. Durante la gestazione la frequenza può aumentare sensibilmente e la sensazione di dover tornare continuamente in bagno, nella maggior parte dei casi, rientra nei cambiamenti fisiologici che accompagnano questo periodo.

Donna incinta vicino al bagno durante un episodio di frequente stimolo a urinare

L’aumento della frequenza non segue però necessariamente lo stesso andamento per tutti i nove mesi. Può comparire già nel primo trimestre, attenuarsi nel secondo e tornare a farsi sentire con maggiore insistenza verso la fine della gravidanza.

A cambiare, nel corso dei mesi, sono anche i meccanismi che favoriscono lo stimolo.

Perché in gravidanza aumenta la necessità di urinare

Nelle prime settimane entrano in gioco soprattutto i cambiamenti ormonali. L’aumento del progesterone favorisce il rilassamento dei muscoli della vescica e del pavimento pelvico. Allo stesso tempo, l’aumento dell’ormone hCG si accompagna a un maggiore flusso sanguigno e, di conseguenza, a una maggiore quantità di liquidi che i reni devono trattare.

La combinazione di questi cambiamenti può tradursi in visite al bagno molto più frequenti rispetto a prima della gravidanza.

Dopo un’eventuale attenuazione nel secondo trimestre, il disturbo può tornare verso la fine della gestazione per ragioni soprattutto meccaniche. Con la crescita dell’utero e la discesa della testa del bambino verso il bacino, aumenta infatti la pressione esercitata sulla vescica.

Lo spazio a disposizione si riduce e lo stimolo può presentarsi più rapidamente, anche quando la quantità di urina non è particolarmente elevata.

Quando urinare spesso richiede un controllo

La frequenza, da sola, generalmente non indica la presenza di un problema. A meritare attenzione sono soprattutto l’aspetto dell’urina e gli eventuali altri sintomi.

Urine scure, arancioni, torbide o con un odore insolito possono accompagnare un’infezione delle vie urinarie, come cistite o pielonefrite, che durante la gravidanza deve essere valutata e trattata.

È opportuno rivolgersi al medico o all’ostetrica anche quando alla necessità frequente di urinare si associano disturbi che possono richiedere accertamenti, anche per escludere problemi come ritenzione urinaria o diabete gestazionale.

Tra i segnali da non trascurare rientrano:

  • difficoltà a urinare;
  • bruciore durante la minzione;
  • fuoriuscita dell’urina a gocce anziché con un normale getto;
  • persistenza dello stimolo subito dopo essere andate in bagno;
  • dolore marcato al basso ventre o nella zona dei reni;
  • presenza di sangue nelle urine;
  • dolore spontaneo che si presenta frequentemente;
  • dolore intenso nella parte inferiore dell’addome.

La differenza, quindi, non sta semplicemente nel numero di volte in cui si va in bagno. È la presenza di dolore, bruciore, sangue, difficoltà nella minzione o alterazioni dell’urina a rendere necessario un controllo sanitario.

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Bere meno non risolve il problema

Quando lo stimolo diventa particolarmente fastidioso, può sembrare logico ridurre la quantità di acqua bevuta. Non è però la strategia indicata: durante la gravidanza l’organismo ha bisogno di una corretta idratazione.

È possibile intervenire, invece, su alcune abitudini quotidiane.

Quando si va in bagno può essere utile cercare di svuotare completamente la vescica. Sedersi inclinandosi leggermente in avanti e utilizzare un sostegno per i piedi può facilitare lo svuotamento.

Anche la scelta delle bevande può incidere sul fastidio. Caffè, tè e bevande energetiche possono irritare la vescica e andrebbero evitati. Per limitare le interruzioni del sonno, inoltre, può essere utile concentrare maggiormente l’assunzione di liquidi durante il giorno anziché nelle ore serali, senza ridurre l’idratazione complessiva.

Un’altra indicazione riguarda le gambe: tenerle sollevate verso la fine della giornata e cercare di limitare il gonfiore di piedi e caviglie può aiutare a contrastare la ritenzione idrica.

Primo e terzo trimestre possono essere i periodi più impegnativi

La necessità di urinare spesso può quindi accompagnare fasi differenti della gravidanza per ragioni diverse. All’inizio prevalgono i cambiamenti ormonali e l’aumento del flusso sanguigno; nelle settimane finali diventa più rilevante la pressione esercitata sulla vescica dall’utero e dalla posizione del bambino.

Il secondo trimestre può concedere una fase di relativa tregua, prima che lo stimolo aumenti nuovamente con l’avvicinarsi del parto.

La frequenza delle minzioni, in assenza di altri disturbi, può rientrare nei normali adattamenti della gravidanza. Bruciore, dolore, sangue nelle urine, difficoltà a urinare o cambiamenti evidenti nell’aspetto e nell’odore dell’urina richiedono invece una valutazione da parte del medico o dell’ostetrica.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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