Cancro al pancreas: due genitori morti a distanza di 11 anni, le figlie chiedono più attenzione ai sintomi
Una coppia britannica del Lincolnshire è morta a distanza di undici anni per cancro al pancreas, una delle forme tumorali più difficili da diagnosticare precocemente. La loro storia, segnata da due diagnosi devastanti e da un decorso rapido della malattia, oggi è diventata un appello pubblico delle figlie affinché più persone imparino a riconoscere i segnali della patologia.
Susan Smith, ex infermiera, è morta nel febbraio 2012 all’età di 55 anni dopo mesi di disturbi gastrointestinali. Suo marito Richard Smith è sopravvissuto per oltre un decennio, ma ha poi affrontato lo stesso destino: è morto nel 2023, a 70 anni, dopo una battaglia durata appena tre mesi contro la stessa malattia.
Le loro figlie, Rebekah Smith (44 anni) e Laura Smith (36 anni), hanno deciso di raccontare al Daily Mail la storia familiare per sensibilizzare sui sintomi di quello che spesso viene definito un “killer silenzioso”, proprio perché nelle fasi iniziali può non provocare segnali evidenti.
Rebekah ricorda con amarezza la doppia perdita:
“Non solo la mamma è morta per questo tumore, poi è successo anche a papà. È una storia che sembra impossibile da scrivere“.
Indice dell'articolo
- 1 Un tumore spesso diagnosticato troppo tardi
- 2 I primi segnali ignorati: sete intensa e reflusso
- 3 Diagnosi e cure: il tumore era già avanzato
- 4 Undici anni dopo la stessa diagnosi per il padre
- 5 Terapie e peggioramento rapido
- 6 Gli ultimi mesi della malattia
- 7 Il messaggio delle figlie e la ricerca scientifica
- 8 Cos’è il pancreas e perché il tumore è difficile da individuare
Un tumore spesso diagnosticato troppo tardi
Il tumore al pancreas è noto per la sua difficoltà diagnostica. Nelle prime fasi può provocare sintomi lievi o facilmente confondibili con disturbi digestivi comuni.
Proprio per questo motivo la malattia viene spesso individuata quando è già in fase avanzata e le opzioni terapeutiche risultano limitate.
Secondo i dati citati dalle associazioni oncologiche, solo un paziente su quattro sopravvive oltre un anno dalla diagnosi, una statistica che rende questo tumore tra i più aggressivi tra quelli comuni.
Per la famiglia Smith queste percentuali si sono trasformate in una realtà dolorosa quando, nell’ottobre 2011, Susan ricevette la diagnosi.
I primi segnali ignorati: sete intensa e reflusso
Laura, che oggi lavora come infermiera, ricorda di aver notato un cambiamento nella madre durante l’estate del 2011.
Susan lamentava sete intensa e continua e aveva la tendenza a deglutire ripetutamente, come se qualcosa fosse rimasto bloccato nella gola.
Tra gli altri sintomi comparsi in quel periodo:
- reflusso acido persistente
- sensazione generale di malessere
- disturbi digestivi simili all’indigestione
Il medico di base le prescrisse antiacidi per alleviare bruciore di stomaco e indigestione, ma la situazione peggiorò rapidamente.
Poche settimane dopo comparve un segnale molto più evidente: la pelle e il bianco degli occhi iniziarono a ingiallire, una condizione nota come ittero, spesso associata a patologie epatiche o pancreatiche.
Inizialmente Susan attribuì i sintomi alla sindrome dell’intestino irritabile, poiché accusava anche nausea, dolori addominali e cambiamenti nelle abitudini intestinali.
Laura ricorda:
“Siccome mamma era infermiera penso avesse capito che qualcosa di serio stava succedendo. Ricordo che si guardava allo specchio e lo pensava, e purtroppo aveva ragione“.
Diagnosi e cure: il tumore era già avanzato
Nel mese di ottobre 2011 Susan si sottopose finalmente a un’ecografia che portò alla diagnosi definitiva di tumore al pancreas.
Laura racconta:
“Ci dissero che aveva un tumore nella testa del pancreas e che si era esteso ai dotti biliari, che si erano ostruiti causando l’ingiallimento della pelle“.
Per alleviare l’ittero i medici effettuarono un intervento per sbloccare i dotti biliari, situati vicino al pancreas.
Successivamente Susan affrontò alcuni cicli di chemioterapia, con l’obiettivo di rallentare la progressione del tumore.
Le sue condizioni però non permisero l’intervento chirurgico per rimuovere il pancreas, che rappresenta una delle poche possibilità di cura nei casi diagnosticati precocemente.

Evoluzione clinica del caso Susan Smith
| Fase | Evento |
|---|---|
| Estate 2011 | comparsa di sete intensa e disturbi digestivi |
| Ottobre 2011 | diagnosi di tumore al pancreas |
| Fine 2011 | intervento ai dotti biliari e chemioterapia |
| Febbraio 2012 | morte a 55 anni |
Dopo un ulteriore intervento per drenare il liquido accumulato nell’addome, che causava gonfiore e dolore, Susan iniziò a non riuscire più a trattenere cibo né farmaci antidolorifici.
Morì poche settimane dopo.
Rebekah ricorda quel momento:
“È stato molto improvviso. Era seduta a letto e parlava con noi, poi purtroppo ha avuto una forte crisi convulsiva ed è morta all’improvviso“.
Undici anni dopo la stessa diagnosi per il padre
Dopo la morte della madre, le due sorelle si sono prese cura anche della nonna materna affetta da demenza.
La tragedia però si è ripetuta anni dopo.
Nel 2021, Richard Smith iniziò a lamentare dolore alla schiena sul lato destro. In un primo momento pensò a un problema muscolare o articolare e si rivolse a un fisioterapista.
Quando il dolore non migliorò, il medico di base gli prescrisse esami del sangue e ulteriori accertamenti.
Nel luglio 2021, analisi e scansioni diagnosticarono danni al fegato, che successivamente si rivelarono causati proprio dal tumore al pancreas.
Laura racconta:
“Papà si è trovato ad affrontare lo stesso percorso di sua moglie, sapendo cosa probabilmente lo aspettava“.
Terapie e peggioramento rapido
Il trattamento iniziale fu diverso da quello della moglie. I medici tentarono una terapia con enzimi pancreatici sostitutivi (PERT).
Questo trattamento consiste nell’assunzione di enzimi digestivi in compresse per aiutare l’organismo a digerire:
- grassi
- carboidrati
- proteine
I pazienti con tumore al pancreas spesso hanno difficoltà digestive proprio a causa del malfunzionamento della ghiandola.
Prima di iniziare la chemioterapia, però, Richard fu coinvolto in un incidente stradale che i medici inizialmente attribuirono a un possibile ictus.
Le successive scansioni rivelarono invece che il tumore si era diffuso al cervello.
Gli ultimi mesi della malattia
Dopo l’incidente, Rebekah notò un cambiamento drastico nel padre.
“La sua personalità non era più la stessa. Aveva perso mobilità ed era molto debole. Non riusciva nemmeno a inserire il PIN nel telefono“.
Con la progressione delle metastasi cerebrali il comportamento di Richard cambiò profondamente.
Le figlie raccontano che diventò aggressivo e difficile da gestire, fino al punto in cui faticavano a riconoscere l’uomo che era stato.
Morì tre mesi dopo la diagnosi, nell’ottobre 2023.
Il messaggio delle figlie e la ricerca scientifica
Dopo aver perso entrambi i genitori per lo stesso tumore, Rebekah e Laura hanno deciso di raccontare la loro storia collaborando con Pancreatic Cancer UK per sensibilizzare l’opinione pubblica.
L’organizzazione ha annunciato il finanziamento di uno studio clinico pionieristico che potrebbe portare allo sviluppo di un test del respiro per diagnosticare il tumore al pancreas.
Laura commenta:
“Speriamo davvero che abbia successo. Sarebbe un modo molto più rapido per arrivare alla diagnosi rispetto alla chirurgia e questo sarebbe un passo avanti“.
Cos’è il pancreas e perché il tumore è difficile da individuare
Il pancreas è una ghiandola a forma di pera situata dietro lo stomaco.
Le sue funzioni principali includono:
- produzione di ormoni che aiutano la digestione
- regolazione della trasformazione dello zucchero in energia
A causa della sua posizione profonda e delle dimensioni relativamente piccole, i medici spesso non riescono a percepire un tumore al pancreas durante un normale esame fisico, rendendo la diagnosi precoce ancora più complessa.
L’età resta uno dei principali fattori di rischio: quasi la metà dei casi viene diagnosticata in persone oltre i 75 anni.
Tuttavia, gli esperti segnalano un aumento dei casi anche tra le fasce più giovani della popolazione, soprattutto tra le donne.
I segnali più frequenti includono ittero, perdita di peso improvvisa, dolore addominale o alla schiena, nausea persistente e difficoltà digestive. Spesso questi sintomi compaiono quando la malattia è già in fase avanzata.
Il pancreas si trova in profondità nell’addome e nelle fasi iniziali il tumore può provocare sintomi molto lievi o generici. Questo rende difficile individuare la malattia durante gli esami clinici di routine.
Il rischio aumenta con l’età e circa la metà delle diagnosi riguarda persone sopra i 75 anni. Tuttavia negli ultimi anni i medici hanno osservato un aumento dei casi anche tra persone più giovani.
Il test sperimentale analizza i composti chimici presenti nell’aria espirata. Alcune ricerche suggeriscono che specifiche molecole possano indicare la presenza del tumore al pancreas, consentendo diagnosi più rapide e meno invasive.