Hai meno di 50 anni e soffri di colite o Crohn? Il rischio tumore può essere sei volte più alto
Il tumore al colon cresce tra gli under 50. Chi soffre di Crohn o colite ulcerosa può avere un rischio fino al +600%. Studio svedese e allarme esperti.
L’aumento dei tumori al colon tra gli under 50 non è più un’eccezione statistica. Oggi gli esperti avvertono: chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) potrebbe avere un rischio di sviluppare un tumore colorettale precoce fino a sei volte superiore rispetto alla popolazione generale.
Infatti, uno studio svedese pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Cancers ha rilevato che i pazienti con IBD hanno un aumento del rischio fino al 600% per il tumore al colon in età giovane.
A lanciare l’allarme è anche la professoressa Sarah Berry, nutrizionista del King’s College London, che coordina il progetto di ricerca Prospect, finanziato con 20 milioni di sterline (circa 23,4 milioni di euro), con l’obiettivo di comprendere perché il cancro intestinale stia crescendo tra i giovani.
Indice dell'articolo
- 1 Perché il tumore al colon non è più solo una malattia dell’età avanzata
- 2 Che cosa sono le malattie infiammatorie intestinali (IBD)
- 3 Come l’infiammazione cronica può favorire il tumore
- 4 Il ruolo degli alimenti ultra-processati
- 5 Screening e diagnosi precoce
- 6 Il problema delle diagnosi tardive
- 7 La lista delle cose da fare
- 8 FAQ
Perché il tumore al colon non è più solo una malattia dell’età avanzata
Nel Regno Unito, le persone sotto i 50 anni oggi hanno una probabilità del 50% più alta di sviluppare il tumore rispetto ai coetanei dei primi anni ’90.
Ogni anno nel Regno Unito vengono diagnosticati circa 44.000 casi di tumore al colon e circa 17.000 persone muoiono per questa malattia.
In Italia, secondo i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), il tumore del colon-retto è il secondo per incidenza considerando uomini e donne insieme. Anche nel nostro Paese si osserva un aumento tra i giovani adulti.
Che cosa sono le malattie infiammatorie intestinali (IBD)
IBD è un termine ombrello che comprende:
Entrambe danneggiano la mucosa intestinale attraverso un’infiammazione cronica.
Secondo la professoressa Berry:
“I pazienti con IBD hanno un rischio più alto di tumore colorettale precoce rispetto al resto della popolazione. Le ricerche in Svezia hanno mostrato che la condizione porta a un aumento di sei volte delle diagnosi. La teoria principale è che l’infiammazione persistente nell’intestino inneschi il cancro”.
IBD e rischio oncologico
| Fattore | Aumento rischio tumore precoce |
|---|---|
| Malattie infiammatorie intestinali | +600% |
| Diabete tipo 2, ipertensione, colesterolo alto | +360% |
| Obesità | Rischio aumentato |
| Dieta ricca di carni lavorate e bevande zuccherate | Rischio aumentato |
Come l’infiammazione cronica può favorire il tumore
L’ipotesi scientifica dominante è chiara: l’infiammazione continua altera la struttura cellulare della mucosa intestinale, favorendo mutazioni e trasformazioni tumorali.
Nel Morbo di Crohn l’infiammazione può coinvolgere tutto il tratto digestivo, dalla bocca all’ano.
La colite ulcerosa interessa principalmente il colon.
I sintomi più comuni includono:
- Diarrea persistente
- Sangue nelle feci
- Dolore addominale
- Perdita di peso inspiegabile
- Affaticamento cronico
Il ruolo degli alimenti ultra-processati
Un’altra pista sotto indagine riguarda il consumo crescente di cibi ultra-processati.
Nel 2021, il British Medical Journal ha pubblicato uno studio che associa una dieta ricca di alimenti ultra-processati a un maggiore rischio di sviluppare IBD.
Questi prodotti, ricchi di additivi, conservanti e ingredienti artificiali, rappresentano circa il 40% della dieta britannica, una delle percentuali più alte in Europa.
Secondo Berry: “È già noto che i pazienti che seguono una dieta poco sana, ricca di carni lavorate e bevande zuccherate, hanno più probabilità di sviluppare tumore al colon. Ci sono anche alcune evidenze che suggeriscono che gli additivi presenti negli alimenti ultra-processati possano infiammare l’intestino e aumentare il rischio di cancro. Non lo sappiamo con certezza, ma è qualcosa che deve essere investigato”.
Screening e diagnosi precoce
Gli studiosi suggeriscono che persone con:
- IBD
- Diabete tipo 2
- Ipertensione
- Obesità centrale
dovrebbero essere considerate per uno screening anticipato, per intercettare eventuali lesioni in fase precoce.
In Italia lo screening parte generalmente dai 50 anni, ma alcune Regioni stanno valutando un abbassamento della soglia.

Il problema delle diagnosi tardive
Un dato preoccupante: nel 2024 un sondaggio ha mostrato che 1 adulto su 7 con IBD nel Regno Unito è stato diagnosticato solo dopo un ricovero d’urgenza, quando i sintomi erano già gravi.
La diagnosi tardiva significa:
- Infiammazione non controllata
- Danno intestinale progressivo
- Maggiore esposizione al rischio oncologico
Entrambe le patologie possono essere controllate con farmaci biologici che riducono la risposta immunitaria anomala. Tuttavia, l’accesso tempestivo alle cure resta una criticità.
La lista delle cose da fare
- Consultare il proprio medico di base in presenza di sintomi persistenti
- Richiedere valutazione gastroenterologica se si soffre di IBD
- Verificare l’idoneità allo screening regionale
- Ridurre consumo di carni lavorate e cibi ultra-processati
- Mantenere peso nella norma e attività fisica regolare
FAQ
Chi soffre di Crohn o colite ulcerosa deve fare controlli prima dei 50 anni?
Le evidenze suggeriscono che potrebbe essere utile valutare uno screening anticipato con il medico specialista.
L’alimentazione può ridurre il rischio?
Una dieta ricca di fibre, frutta e verdura e povera di alimenti ultra-processati può contribuire alla salute intestinale.
Quali sono i segnali d’allarme da non ignorare?
Sangue nelle feci, cambiamenti persistenti dell’alvo, dolori addominali e perdita di peso non spiegata.