Trombosi e AstraZeneca, esperti OMS: “Fare sorveglianza attiva”

Cosa suggeriscono gli esperti del Comitato consultivo sulla sicurezza dei vaccini dell'Organizzazione mondiale della sanità.

«Per caratterizzare ulteriormente questi rari eventi» di coaguli di sangue con bassi livelli di piastrine, osservati in alcuni casi dopo la vaccinazione anti Covid-19 con AstraZeneca, «dovrebbe essere presa in considerazione la sorveglianza attiva».

Lo suggeriscono gli esperti del Comitato consultivo sulla sicurezza dei vaccini dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in una nota diffusa dopo aver esaminato le segnalazioni arrivate su questi rari casi di trombosi e le ultime informazioni dell’agenzia europea del farmaco EMA, che si aggiungono a quelle dell’agenzia britannica Mhra e degli enti regolatori di altri Stati.

L’OMS, spiegano gli esperti, ha sviluppato protocolli modello che i Paesi potrebbero adattare per tali studi. Il comitato consultivo si incontrerà di nuovo la prossima settimana per esaminare ulteriori dati e rilascerà «ulteriori raccomandazioni, se pertinenti».

Intanto il panel, parlando di un legame plausibile ma non confermato fra questi rari casi e il vaccino AstraZeneca (con cui sono state immunizzate quasi 200 milioni di persone nel mondo), ha evidenziato anche l’importanza di valutare gli eventi avversi rari tenendo presente il rischio di morte per Covid-19 e il potenziale dei vaccini nel prevenire le infezioni e ridurre i decessi. «In questo contesto, va notato che ad oggi, almeno 2,6 milioni di persone sono morte a causa della malattia Covid in tutto il mondo».

L’invito ai vaccinati che da 4 a 20 giorni dopo l’iniezione manifestano sintomi gravi, come «mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici come mal di testa grave e persistente o visione offuscata, minuscole macchie di sangue sotto la pelle oltre il sito di iniezione» è a «cercare assistenza medica urgente». Servono informazioni per i medici su diagnosi e gestione di questi casi e a tal fine, gli esperti hanno anche suggerito di «convocare un comitato di esperti clinici, inclusi ematologi e altri specialisti, per consigli» al riguardo.