Tumore al colon metastatico: trapianto di fegato salva una donna di 39 anni

Una madre di tre figli con tumore al colon metastatico riceve un trapianto di fegato da donatore vivente a Chicago. Dopo tre mesi i medici non rilevano segni della malattia.

Una donna statunitense di 39 anni, colpita da un tumore al colon in stadio avanzato che si era diffuso al fegato, ha ricevuto una seconda possibilità di vita grazie a un trapianto parziale di fegato da donatore vivente. A tre mesi dall’intervento, eseguito presso il centro medico accademico Northwestern Medicine di Chicago, i medici non rilevano attualmente segni della malattia.

Amy Piccioli, madre di tre figli residente a Los Angeles, ha raccontato la propria esperienza durante una intervista al programma televisivo statunitense Good Morning America.

Non vedo l’ora di tornare a vivere la mia vita senza che il cancro sia costantemente al centro dei miei pensieri“, ha dichiarato.

Il caso clinico attira attenzione perché riguarda una forma di tumore che, quando metastatizza al fegato e non può essere operata con chirurgia tradizionale, lascia spesso poche opzioni terapeutiche.

La diagnosi improvvisa: tumore al colon al quarto stadio

La diagnosi per Piccioli è arrivata nel maggio 2024 in modo del tutto inatteso. La donna si era recata in pronto soccorso vicino alla propria abitazione a Los Angeles per un episodio di disidratazione.

Gli esami diagnostici effettuati in ospedale hanno però individuato una massa nel colon. Le immagini hanno evidenziato anche lesioni epatiche, segno che il tumore si era già diffuso al fegato.

Non avevo alcun sintomo di tumore al colon, niente“, ha raccontato Piccioli parlando del periodo precedente alla diagnosi.
Non avevo nemmeno una storia familiare della malattia. È stato uno shock enorme, perché sono sempre molto attenta ai cambiamenti del mio corpo“.

Il peso del tumore colorettale negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il tumore del colon-retto rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica.

Secondo i dati dell’American Cancer Society, la malattia è:

  • la terza causa di morte per cancro negli uomini
  • la quarta nelle donne
  • la seconda causa complessiva di morte oncologica considerando entrambi i sessi.

Il quadro epidemiologico mostra anche una tendenza in crescita tra gli adulti più giovani.

I sintomi possono includere:

  • cambiamenti nelle abitudini intestinali
  • presenza di sangue nelle feci
  • diarrea o stitichezza persistente
  • dolore addominale o crampi
  • perdita di peso inspiegabile.

Non sempre però questi segnali compaiono nelle fasi iniziali, come dimostra proprio il caso di Piccioli.

L’aumento dei casi tra i pazienti più giovani

Negli ultimi anni diversi studi epidemiologici hanno evidenziato un incremento dei casi di tumore colorettale nelle fasce di età inferiori ai 50 anni.

Piccioli aveva 39 anni quando ha ricevuto la diagnosi. Secondo le ricerche citate dall’American Cancer Society, l’incidenza della malattia tra adulti relativamente giovani è cresciuta negli ultimi anni, un dato che ha spinto molte autorità sanitarie ad anticipare l’età consigliata per gli screening.

Il tema della diagnosi precoce è diventato centrale anche perché, nella fascia 45-49 anni, l’adesione agli esami di screening resta inferiore rispetto alle raccomandazioni sanitarie.

Dalla chemioterapia al trapianto di fegato

Dopo la diagnosi, Piccioli ha affrontato diversi cicli di chemioterapia e ha iniziato una terapia immunologica. Parallelamente ha discusso con i medici la possibilità di un trapianto di fegato.

La paziente è stata quindi indirizzata al programma specialistico di Northwestern Medicine, uno dei pochi negli Stati Uniti dedicati ai pazienti con tumore colorettale metastatico al fegato non operabile.

Il chirurgo dei trapianti Zachary Dietch, professore assistente di chirurgia e specialista in trapianti di organi addominali presso la struttura, ha spiegato che le alternative terapeutiche disponibili offrivano probabilità molto limitate di sopravvivenza a lungo termine.

Amy è un esempio di come il trapianto di fegato per pazienti con tumore colorettale non resecabile possa rappresentare un trattamento salvavita e potenzialmente curativo per persone che altrimenti avrebbero una prognosi molto sfavorevole e poche opzioni terapeutiche“, ha affermato Dietch.

Spero che storie come quella di Amy aiutino a diffondere la conoscenza di questa possibilità di trattamento“.

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La donazione da una amica di famiglia

La ricerca di un donatore compatibile ha portato a una soluzione inattesa. Una amica di famiglia, Lauren Prior, 37 anni e anche lei madre di tre figli, si è offerta volontaria per verificare la compatibilità.

Gli esami hanno confermato che poteva essere una donatrice idonea.

È un sacrificio molto piccolo che può potenzialmente salvare la vita di qualcuno o migliorare la qualità della sua vita“, ha dichiarato Prior.
L’impatto che si può avere sulla vita di un’altra persona è incredibile e ne vale la pena“.

L’intervento chirurgico a Chicago

Le due donne hanno scoperto di essere compatibili nell’autunno scorso.

Gli interventi di donazione e trapianto sono stati eseguiti nel dicembre successivo presso Northwestern Medicine.

Durante la procedura chirurgica:

  • i medici hanno rimosso una porzione del fegato della donatrice
  • il segmento è stato trapiantato nel corpo della ricevente
  • il fegato malato della paziente è stato completamente rimosso.

Il fegato è uno degli organi umani con maggiore capacità rigenerativa: il tessuto residuo può ricrescere sia nel donatore sia nel ricevente.

La ripresa dopo il trapianto

A tre mesi dall’intervento, Piccioli riferisce di sentirsi “completamente tornata alla normalità“.

Come avviene per tutti i trapiantati, la paziente assume farmaci immunosoppressori per evitare il rigetto dell’organo e continuerà a essere monitorata nel tempo.

Il chirurgo Dietch ha dichiarato che la paziente sta “andando molto bene“.

Prospettive per altri pazienti oncologici

Raccontando la propria storia, Piccioli ha detto di sperare che altre persone con diagnosi oncologica possano trovare incoraggiamento.

È la cosa peggiore che possa capitare… ma per me ha cambiato completamente il modo di vedere la vita“, ha spiegato.
Sono quasi grata che sia successo così presto, perché ho ancora il tempo per cambiare la mia vita e capire davvero cosa conta“.

Il caso sottolinea anche il ruolo crescente dei trapianti da donatore vivente nelle strategie terapeutiche più avanzate per alcune forme di tumore metastatico.

Sintesi del caso clinico

ElementoDettaglio
PazienteAmy Piccioli
Età alla diagnosi39 anni
DiagnosiTumore colorettale stadio 4
MetastasiFegato
InterventoTrapianto parziale di fegato da donatore vivente
DonatriceLauren Prior, 37 anni
Centro medicoNorthwestern Medicine, Chicago
Stato attualeNessuna evidenza di malattia a 3 mesi
Cos’è il tumore colorettale metastatico?

È una forma di tumore del colon o del retto che si è diffusa ad altri organi, spesso al fegato o ai polmoni. Quando la malattia raggiunge lo stadio metastatico, le opzioni terapeutiche possono includere chirurgia, chemioterapia, immunoterapia e in alcuni casi trapianto di fegato.

Perché il fegato è un organo spesso colpito dalle metastasi?

Il fegato riceve una grande quantità di sangue proveniente dall’intestino attraverso la vena porta. Questo lo rende uno degli organi più esposti alla diffusione delle cellule tumorali provenienti dal colon e dal retto.

Un trapianto di fegato può curare il tumore?

Non sempre. In alcuni casi selezionati, soprattutto quando le metastasi sono limitate al fegato e non possono essere rimosse chirurgicamente, il trapianto può offrire una possibilità terapeutica potenzialmente curativa o prolungare significativamente la sopravvivenza.

È possibile donare una parte del fegato da vivi?

Sì. Il fegato ha una notevole capacità rigenerativa. Durante un trapianto da donatore vivente i chirurghi rimuovono una porzione dell’organo, che nel tempo può rigenerarsi sia nel donatore sia nel ricevente.

Qual è l’età consigliata per lo screening del tumore al colon?

Negli Stati Uniti molte linee guida raccomandano di iniziare lo screening a 45 anni. Tuttavia il medico può suggerire controlli anticipati in presenza di fattori di rischio o storia familiare della malattia.

Per chi affronta un percorso oncologico o post-trapianto, strumenti quotidiani per il monitoraggio della salute possono essere utili. Su Amazon si trovano dispositivi come saturimetri, termometri digitali e organizer per farmaci che aiutano a tenere sotto controllo parametri e terapie durante la convalescenza e il recupero a casa.

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