Sindrome da congestione pelvica: sintomi, diagnosi e trattamento

La sindrome da congestione pelvica è il dolore causato da un accumulo di sangue nelle vene del bacino. Ecco cosa è meglio sapere.

La sindrome da congestione pelvica è il dolore causato da un accumulo di sangue nelle vene del bacino (parte del corpo situata sotto l’addome e contenente, tra gli altri, la vescica e il retto).

Quali sono i sintomi?

Questa sindrome, come rimarcato su Femme.Actuelle.fr, ha una ‘peculiarità’: i dolori ‘ginecologici’ possono peggiorare alla fine della giornata, soprattutto dopo varie ore trascorse in piedi o seduti. Possono anche aumentare durante o dopo un rapporto sessuale.

I dolori possono essere pure cronici. Un altro sintomo: le donne possono avere le vene varicose nei glutei, nelle cosce o nella vagina. Il 10% delle vene varicose degli arti inferiori sarebbe, inoltre, di origine pelvica.

Come diagnosticare la sindrome da congestione pelvica?

Si sospetta questa sindrome quando una donna ha dolore pelvico ma l’esame ginecologico non rivela infiammazione o altre anomalie. In questo caso, lo specialista eseguirà un’ecografia pelvica e perineale, una risonanza magnetica pelvica e una radiografia delle vene.

Quali sono i possibili trattamenti?

Il trattamento dipende soprattutto dal risultato della radiografia delle vene. Ma ora è possibile trattare queste varici pelviche mediante l’embolizzazione, procedura non-chirurgica, minimamente invasiva, di radiologia interventistica. Consiste nell’occlusione selettiva di vasi sanguigni grazie all’introduzione di emboli.