Shock anafilattico: cosa fare e cosa non fare durante il primo soccorso

Una grave e improvviso shock anafilattico può mettere a repentaglio la vita e deve essere tempestivamente affrontato. Vediamo in che modo.

Una grave e improvviso shock anafilattico può mettere a repentaglio la vita e deve essere tempestivamente affrontato. Vediamo in che modo.

Shock anafilattico: cosa fare e cosa non fare

Quando si verifica un’imponente reazione allergica possiamo trovarci davanti ad uno shock anafilattico, una grave reazione allergica acuta dovuta al contatto di dosi anche minime di un antigene e mediata da immunoglobuline E (IgE): è il sistema immunitario a sviluppare una risposta ‘esagerata’ nei confronti dell’allergene.

Lo shock anafilattico si verifica solamente se precedentemente si è entrati in contatto con l’antigene, quindi avviene al secondo contatto.

Ad indurre lo shock anafilattico possono essere cibi (uova, latte, pesci e crostacei, noci e semi, legumi e cereali, agrumi, cioccolato, fragole, pomodori, avocado, banane), additivi alimentari (coloranti e conservanti), sostanze diagnostiche (mezzo di contrasto iodati), agenti biologici (sangue ed emoderivati, vaccini e antitossine), fattori ambientali (pollini, muffe, spore, pelo di animali, lattice), farmaci (antibiotici, acido acetilsalicilico, narcotici), veleno di animali (api, vespe, serpenti, meduse) [Fonte: nurse24.it].

Una volta alle prese con questa grave reazione allergica, si sviluppano dei sintomi evidenti:

  • Angioedema (gonfiore) di palpebre, labbra, lingua e viso.
  • Eruzione cutanea diffusa associata a prurito
  • Dispnea (respirazione difficoltosa) e attacco d’asma
  • Calo della pressione arteriosa improvvisa
  • Perdita di coscienza

Cosa fare in caso di shock anafilattico?

Per prima cosa – dopo aver riconosciuto i sintomi – è fondamentale chiamare l’112, i soccorsi saranno tempestivi.
Durante il primo soccorso è essenziale rimanere calmi ed evitare ogni agitazione, senza farsi contagiare dall’ansia della persona coinvolta.

A salvare la vita è il farmaco chiamato ‘adrenalina’ (o epinefrina), solitamente chi soffre di forti reazioni allergiche porta con sé un iniettore preriempito di adrenalina che viene iniettato per via intramuscolare in caso di emergenza. Cercate di trovare la siringa, ha una forma di penna di grandi dimensioni: è il sofferente stesso che può auto-somministrarsela.

Nel caso in cui il paziente si trovi in uno stato di debolezza, senza forza, aiutatelo. Ciò che è importante è seguire le istruzioni del paziente. Questa somministrazione non richiede la rimozione dei capi d’abbigliamento, è la siringa a penetrare i vestiti.

La dose di adrenalina va iniettata mediante pressione sul lato esterno della coscia nel punto corrispondente all’altezza del braccio steso e deve essere tenuta per 10 secondi prima di rimuoverla.

Adesso quello che dovrai fare è rassicurare continuamente la persona colpita fino all’arrivo dei soccorsi.

Cosa non fare se si teme uno shock anafilattico?

Se la persona colpita mostra difficoltà respiratorie non somministrare liquidi, alimenti o pillole, né provare ad alzare la testa con l’aiuto di un ausilio.

In attesa dei soccorsi bisogna porre in posizione antishock (supino con le gambe sollevate di circa 30 cm), da non fare se si sospettano traumi a livello della testa, del collo, della schiena o delle gambe.