Pensava fosse menopausa, era un tumore terminale
Credeva fosse un normale segnale della menopausa, invece era un cancro aggressivo e avanzato. La storia di Gail, 53 anni, riaccende l’attenzione su sintomi spesso sottovalutati e su una malattia rara che riceve ancora pochi fondi per la ricerca.
Quante donne attribuiscono cambiamenti del proprio corpo alla menopausa? È una domanda cruciale, perché in alcuni casi dietro segnali apparentemente comuni può nascondersi qualcosa di molto più serio. È quello che è successo a Gail Redpath, madre di due figlie gemelle, che ha scoperto di avere un tumore terminale dopo aver interpretato un sanguinamento irregolare come un normale passaggio della vita.
La sua storia, raccontata ai media britannici, non è solo una testimonianza di dolore e resilienza, ma anche un monito sulla necessità di ascoltare il corpo e non minimizzare sintomi persistenti.
Indice dell'articolo
- 1 Dai primi sintomi alla diagnosi choc
- 2 “Stavo per svenire”: il momento della verità
- 3 Una malattia silenziosa e aggressiva
- 4 La chemioterapia e la paura per le figlie
- 5 “Ho svuotato l’armadio come se fossi già morta”
- 6 La voglia di vivere e un funerale diverso
- 7 La speranza nella ricerca
- 8 I sintomi da non sottovalutare
- 9 Lo sapevi che…
- 10 FAQ – Domande frequenti
- 11 Iscriviti ai nostri canali
Dai primi sintomi alla diagnosi choc
Tutto inizia nel maggio 2024.
Gail, 53 anni, residente a Edimburgo, nota sanguinamenti anomali e la presenza di un nodulo. Come molte donne della sua età, pensa che si tratti della menopausa. Decide comunque di rivolgersi al medico di base, che la invia al Royal Infirmary of Edinburgh per accertamenti.
La prima diagnosi sembra rassicurante. Un consulente individua una cisti di Bartolini, una formazione benigna e dolorosa, e programma un intervento chirurgico per la rimozione.
Ma durante l’operazione emerge una realtà ben diversa: i medici scoprono un tumore di circa 10 centimetri.
Dopo una biopsia effettuata a giugno, arriva la diagnosi definitiva: leiomiosarcoma allo stadio 4, un tumore raro e aggressivo che colpisce il tessuto muscolare liscio. La malattia si è già diffusa ai linfonodi e ai polmoni.
“Stavo per svenire”: il momento della verità
La comunicazione della diagnosi è devastante.
Gail racconta di essere rimasta senza parole quando i medici le hanno spiegato la gravità della situazione.
“Stavo per svenire quando il medico mi ha detto di sistemare le mie cose”, ha raccontato.
“Nello stesso giorno in cui a mio padre è stato diagnosticato l’Alzheimer”.
Una doppia notizia che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Eppure Gail descrive un dettaglio che colpisce: non aveva altri sintomi evidenti.
“Non avevo altri sintomi. Se non stessi facendo la chemioterapia, non ti accorgeresti che ho il cancro. Non ho dolori, non ho male da nessuna parte. Sono fortunata a essere ancora qui. Ogni giorno è un regalo”.
Una malattia silenziosa e aggressiva
Il leiomiosarcoma è un tipo di sarcoma che nasce dalle cellule del muscolo liscio, presenti in organi come utero, intestino e vasi sanguigni.
È una forma di tumore rara, difficile da individuare nelle fasi iniziali proprio perché può crescere senza provocare sintomi evidenti.
Quando viene diagnosticato in stadio avanzato, come nel caso di Gail, le possibilità di guarigione si riducono drasticamente. La terapia diventa palliativa, con l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita.
La chemioterapia e la paura per le figlie

Gail sta attualmente seguendo una chemioterapia palliativa per restare in vita il più a lungo possibile.
Il suo pensiero, però, va soprattutto alle figlie gemelle di 21 anni, Eden e Macy.
“Il mio primo pensiero è stato: come faranno a sopravvivere?”, racconta.
“Sono la matriarca della famiglia. Non sopporto l’idea di non vedere le mie figlie sposarsi o avere dei figli”.
Un dolore che va oltre la malattia stessa, e che tocca il tema universale della genitorialità e della paura di lasciare chi si ama.
“Ho svuotato l’armadio come se fossi già morta”
Il racconto di Gail è crudo, ma autentico.
Dopo la diagnosi, ha compiuto gesti che raccontano tutta la forza e la fragilità del momento.
“Quando ho ricevuto la diagnosi, ho svuotato il mio armadio così che non dovessero farlo loro. Era come se fossi già morta”.
Poi, una scelta consapevole: chiudere la porta ai pensieri più oscuri.
“Ho chiuso quella porta, altrimenti sarei stata trascinata in una depressione profonda”.
La voglia di vivere e un funerale diverso
Nonostante tutto, Gail non rinuncia all’ironia e alla voglia di vivere.
Parla persino del suo funerale, ma lo fa a modo suo.
“Non voglio persone che piangono al mio funerale. La mia canzone sarà ‘Can’t Take My Eyes Off You’ di Frankie Valli e voglio che facciano il movimento delle trombe. Ho avuto una bella vita, ma non ho intenzione di andarmene tanto presto”.
Parole che raccontano una straordinaria capacità di affrontare la malattia senza perdere la propria identità.
La speranza nella ricerca
Oggi Gail è in attesa di entrare in uno studio sperimentale a Leicester, che punta a sviluppare un esame del sangue per individuare precocemente i sarcomi.
Una speranza non solo per lei, ma per migliaia di pazienti futuri.
Il problema è che tumori come il leiomiosarcoma ricevono pochissimi finanziamenti per la ricerca. Gail ha deciso di impegnarsi per aumentare la consapevolezza su queste malattie rare.
Secondo l’associazione Sarcoma UK, il leiomiosarcoma “si sviluppa nelle cellule del muscolo liscio, a volte chiamate muscoli involontari perché causano la contrazione degli organi senza il nostro controllo”.
Nel Regno Unito, circa 15 persone al giorno ricevono una diagnosi di sarcoma.
I sintomi da non sottovalutare
Uno degli aspetti più importanti di questa storia è l’elenco dei segnali a cui prestare attenzione. I sintomi più comuni dei sarcomi possono includere:
- Gonfiore, sensibilità o dolore alle ossa, spesso più intenso di notte
- Dolore allo stomaco
- Nausea
- Perdita di appetito o senso di sazietà precoce
- Presenza di sangue nelle feci o nel vomito
Sintomi che possono sembrare generici, ma che se persistenti meritano sempre un approfondimento medico.
Lo sapevi che…
- I sarcomi rappresentano meno dell’1% di tutti i tumori, ma sono spesso molto aggressivi
- Il leiomiosarcoma colpisce più frequentemente le donne
- La diagnosi precoce può fare una grande differenza nelle possibilità di trattamento
- I tumori rari ricevono meno fondi rispetto a quelli più diffusi
FAQ – Domande frequenti
Cos’è il leiomiosarcoma?
È un tumore raro che colpisce il tessuto muscolare liscio.
Può essere confuso con la menopausa?
Sì, soprattutto quando provoca sanguinamenti irregolari.
Quali sono i sintomi principali?
Dolore, gonfiore, sanguinamenti anomali e disturbi digestivi.
Esistono cure?
Le terapie dipendono dallo stadio della malattia; nei casi avanzati si parla di cure palliative.
Perché è difficile da diagnosticare?
Perché spesso non provoca sintomi evidenti nelle fasi iniziali.