Ragadi anali: cosa sono, cause, sintomi, trattamento

Frequenti soprattutto negli anziani e nei bambini, possono essere prevenute facendo attenzione all'alimentazione.

Quando si parla di ragadi anali, si inquadrano delle piccole lacerazioni a livello della mucosa che rivesta l’ano. Nelle prossime righe, vediamo quali sono le cause, i sintomi e le modalità per trattarle.

Cause

La principale causa dell’insorgenza di ragadi anali riguarda la consistenza delle feci, che risultano particolarmente dure e voluminose, provocando dei movimenti dello sfintere esterno che portano poi al sanguinamento.

Come evidenziato dagli esperti dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità),  le ragadi anali hanno anche altre cause. In questo novero è possibile includere la diarrea cronica, così come le infiammazioni del tratto ano-rettale. Le ragadi anali, possono insorgere anche a seguito dello sforzo per il parto.

Esistono anche alcuni fattori causali meno comuni ma dei quali è opportuno tenere conto. Tra i principali, ricordiamo i tumori del tratto anale, ma anche la tubercolosi e le malattie sessualmente trasmissibili.

Da non dimenticare è poi il fatto che le ragadi anali possono insorgere con particolare frequenza nei bambini e negli anziani, ma anche nei pazienti che soffrono di morbo di Chron.

LEGGI ANCHE: Glicemia alta: cosa mangiare e cosa no

Sintomi

Le ragadi anali si manifestano con dolore molto forte in sede di evacuazione, ma anche dopo (in quest’ultimo caso, la sintomatologia può durare diverse ore). Inoltre, da non trascurare sono le lacerazioni della pelle attorno all’ano, così come il prurito localizzato in questa zona.

Trattamento

La guarigione dalle ragadi anali è quasi sempre spontanea e prevede, per esempio, piccole attenzioni relative all’alimentazione, come il fatto di dare spazio alle fibre e di aumentare l’apporto idrico. Se il problema non si risolve, è opportuno contattare il medico di fiducia.

LEGGI ANCHE: Cocomero: quali sono i trucchi per capire se è maturo?