Quante tazzine di caffè possiamo bere ogni giorno?

Compagno fedele delle nostre giornate, il caffè, oltre ad essere uno dei simboli dell’italianità nel mondo, è per molti un piacere senza eguali. Per questo c’è chi si interroga su quante tazzine possiamo berne ogni giorno. La caffeina, infatti, è una sostanza che ha un impatto notevole sul nostro corpo.

Se vuoi sapere qualcosa di più in merito, seguici nelle prossime righe, dove forniremo i principali riferimenti scientifici relativi a quante tazzine di caffè è possibile bere ogni giorno.

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Quanti grammi di caffè al giorno?

Quando si parla di consigli su quante tazzine di caffè bere al giorno è impossibile non chiamare in causa le indicazioni dell’EFSA, ossia l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Le ultime linee guida relative al consumo di caffè risalgono al 2015, anno in cui è stata fissata una dose massima di caffeina compresa tra i 200 e i 400 mg al giorno. In poche parole, il limite è fissato attorno alle 5 tazzine di espresso.

Il parere degli esperti dell‘EFSA non è certo l’unico formulato in questi anni. Degno di nota quando si discute di quanti caffè bere è anche uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine dell’America Journal of Clinical Nutrition.

Condotto da alcuni esperti attivi presso l’Istituto di ricerca sul cancro dell’Università dell’Australia Meridionale di Adelaide e risalente al 2019, lo studio prospettico, che ha coinvolto i dati di 347.077 soggetti, è partito con l’obiettivo di esaminare gli effetti del consumo di caffè sulla salute cardiaca di soggetti portatori di una variante funzionale relativa al citocromo P450 1A2, situazione che rende più difficile metabolizzare la caffeina.

Al follow up, è stato possibile riscontrare un modesto aumento del rischio di eventi cardiovascolare nei bevitori pesanti di caffè. L’esito in questione non è risultato influenzato dalla sopra citata variante.

Conclusioni

In merito a quanto caffè bere al giorno è meglio orientarsi verso le indicazioni dell’EFSA come punto di partenza, ricordando sempre il parere del proprio medico di fiducia, l’unico in grado di valutare la salute cardiaca e di dare consigli mirati.

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