Quali sono i primi sintomi della depressione?

Leggi ora il nostro articolo e scopri quali sono i primi sintomi della depressione e quando rivolgersi a uno specialista.

quali sono i primi sintomi della depressione

Quali sono i primi sintomi della depressione? In una società in cui, per fortuna, ci si interroga più che in passato sulla centralità della salute mentale, è frequente farsi questa domanda. Se stai cercando la risposta, questo articolo fa per te. Ricorda però che, in caso di dubbi sul tuo benessere o la tua salute, il punto di riferimento deve rimanere il medico curante.

Sintomi fisici della depressione ansiosa

La depressione è una patologia che si contraddistingue per un quadro di calo di tono dell’umore. Condizione invalidante che coinvolge sia l’ambito cognitivo, sia la sfera affettiva dei pazienti che ne soffrono, la depressione è la principale causa di disfunzionalità tra i 14 e i 44 anni (ha numeri più alti delle patologie cardiovascolari). Il sintomo sopra menzionato è accompagnato dalla perdita di interesse verso attività considerate normalmente piacevoli e dalla visione negativa della propria persona, del futuro e del mondo che si ha intorno (la cosiddetta triade cognitiva di Aaron Back).

Questo quadro si contraddistingue anche per la presenza di sintomi fisici. Tra quelli che si presentano per primi troviamo quasi sempre i disturbi del sonno e l’ipersonnia. Nell’ambito dei sintomi fisici della depressione è possibile includere anche la difficoltà nel concentrarsi.

Sintomi depressione lieve: quali sono?

La depressione lieve, altrimenti conosciuta come distimia, è un disturbo che si contraddistingue per la medesima sintomatologia della depressione maggiore, ma con un’intensità attenuata. Spesso sottovalutata a livello clinico, la depressione lieve si manifesta innanzitutto con una bassa autostima. Tornando ai già menzionati sintomi fisici, tra i principali rientrano l’insonnia o l’ipersonnia.

Una parentesi a parte quando ci si chiede quali sono i primi sintomi della depressione riguarda in questo caso il rapporto con il cibo. La distimia, condizione che tende frequentemente a cronicizzarsi, può colpire anche il modo in cui ci si rapporta all’atto del mangiare. Il paziente distimico può essere inappetente o, al contrario, lasciarsi andare all’assunzione di quantità eccessive di cibo. Soprattutto in quest’ultimo caso, è frequente avere a che fare con sensi di colpa – che possono essere il punto di partenza per condotte compensatorie come il vomito provocato – e con la voglia di assumere cibi particolarmente calorici o zuccherini.

Altri sintomi

Nell’ambito degli altri sintomi che devono mettere in allarme e far pensare alla depressione troviamo i ricorrenti pensieri che riconducono alla morte o ad atti suicidari. Da non dimenticare è anche la gravità di effettivi tentativi di suicidio, ma anche della progettazione nel dettaglio della fine della propria esistenza.

Come capire che è arrivato il momento di rivolgersi a uno specialista? Il segnale e uno soltanto uno, ossia il fatto di accorgersi che i sintomi sopra citati hanno iniziato a impattare in maniera significativa sul buon funzionamento della quotidianità a livello sociale e lavorativo.

In questi frangenti, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante per farsi dare il contatto di uno psicoterapeuta. Il parere del medico curante è fondamentale in quanto, grazie a questo professionista è possibile avere la certezza che a provocare i sintomi non sono sostanze endogene o condizioni di salute non riconducibili alla depressione.

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