Perché i legumi fanno fare le “puzzette”?

Per chi mangia i legumi si presentano momenti imbarazzanti soprattutto quando lo stimolo alla “puzzetta”, data da meteorismo e flatulenza, si percepisce durante la relazione con l’esterno. Trovarsi nello stesso luogo con persone intime può essere ancora una situazione più spiacevole da sostenere. Per questo motivo, può davvero rinunciare a tutti i benefici dei legumi?

Il collegamento tra legumi e “puzzette”

Fagioli, piselli, fave, lenticchie, una serie di legumi – soprattutto se secchi – che contengono molte proteine e un alto potere energetico, saziano, riducono i livelli di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e il loro costo è accessibile ma sono spesso ingeribili.

Se soffri di stitichezza sono ideali ma passare da un eccesso all’altro, per l’alto contenuto di fibre, non previene dall’eccessiva presenza di gas a livello addominale (flatulenza) e meteorismo che comporta l’esigenza all’emissione della “puzzetta” soprattutto quando a pervenire sono anche i crampi addominali.

Il colpevole? La cuticola esterna che sottopone l’intestino ad un lavoro maggiore, “forzato”.

Andare incontro a questo “effetto collaterale” non vuol dire rinunciare ai legumi eliminandoli dalla propria dieta alimentare piuttosto è possibile prevenire i sintomi distensivi facendo attenzione a due fattori:

  • Con quali alimenti vengono associati (come legumi e cereali).
  • Come vengono cucinati.

Un primo consiglio: lasciare in ammollo per 12-15 ore prima di procedere alla cottura, previene la flatulenza.

Per semplificare la cottura è possibile frullare meticolosamente (sminuzzando) i legumi così da rendere il processo di digestione più semplice e con meno rischio di meteorismo.

Se non vuoi passare da questo procedimento è possibile acquistare i legumi decorticati (privati della buccia).

Durante l’ingestione (l’introduzione del cibo) dei legumi – e di ogni altro alimento – ricordati di masticare ogni boccone lentamente sminuzzandolo, questo faciliterà il tuo intestino nel processo di digestione.

Se vuoi andare sul sicuro, all’arrivo della nuova stagione, le lenticchie, più morbide, non creano enormi fastidi.

Una zuppa (una porzione di lenticchie e due di cereali) potrà riscaldarti durante i giorni freddi e di pioggia.

Se vuoi seguire una “cronoalimentazione” i legumi andrebbero consumati nella fascia oraria delle ore 7-15 circa così da seguire i ritmi biologici del nostro corpo: saperli cucinare adeguatamente (seguendo le istruzioni) e introdurli un po’ alla volta nella nostra dieta non potrà che apportare ricchi e prolungati vantaggi per la salute.

Una cronodieta è di facile applicazione tutti i giorni e si utilizza per andare “incontro” ai cambiamenti ormonali del nostro corpo durante il giorno così da migliorare la qualità dei cibi introdotti: dopo queste semplici accortezze puoi iniziare a sbizzarrirti con le ricette homemade.