Perché è difficile resistere agli alcolici o al fast food? Cosa ha scoperto una ricerca

Un nuovo studio ha messo in evidenza i meccanismi cerebrali che rendono "irresistibili" l'alcol, i dolci o il cibo grasso.

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Hai mai provato a respingere un improvviso desiderio di gelato, patatine fritte o bicchiere di birra prima di capitolare perché era troppo difficile resistere?

Non sei il solo. L’impatto di questi stimoli sul cervello è stato anche oggetto di numerosi studi neuroscientifici che hanno dimostrato che la dipendenza da determinati alimenti attiva peculiari aree del cervello come la corteccia prefrontale e il talamo, agendo sul sistema di ricompensa.

Ma finora – come si legge su Pourquoidocteur.fr – gli scienziati non hanno ancora compreso il meccanismo con cui il cervello controlli questi stimoli.

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università del New South Wales a Sydney, in Australia, e pubblicato sulla rivista Psychological Science, ha rivelato che siamo in grado di respingere i segnali di ricompensa indesiderati che potrebbero innescare le voglie e una dipendenza. E lo facciamo usando i processi del controllo esecutivo del nostro cervello.

Tuttavia, in caso di stress o stanchezza, è probabilmente più difficile ignorare tutti gli stimoli ambientali che ci circondano, il che ci rende più propensi a capitolare.

Abbiamo una serie di risorse di controllo che ci guidano e ci aiutano a rimuovere questi segnali di ricompensa indesiderati, ma quando siamo sotto stress, diventano più difficili da ignorare“, ha affermato la dott.ssa Poppy Watson, autrice principale dello studio.

L’impatto dello stress sulla volontà

Per raggiungere questa conclusione, gli autori dello studio hanno sottoposto i partecipanti a giochi di memoria e di concentrazione in cambio di soldi. “Per manipolare la capacità dei partecipanti di controllare le loro risorse di attenzione, gli abbiamo chiesto di svolgere questo compito in condizioni di memoria elevata e di memoria a basso carico“, ha spiegato la dott.ssa Watson.

I ricercatori hanno, quindi, scoperto che nella versione carica di memoria, i partecipanti hanno faticato a concentrarsi sul proprio compito, soffermandosi su dettagli controproducenti.

Questi risultati dimostrano che per rimuovere con successo i segnali di ricompensa indesiderati dall’ambiente circostante, occorre un accesso completo al processo di controllo esecutivo (e ciò non è stato possibile quando i partecipanti erano sotto stress).

Ciò è particolarmente rilevante nelle situazioni in cui le persone cercano di ignorare i segnali e di migliorare il comportamento, ad esempio consumando meno alcol o fast food“, ha dichiarato la ricercatrice.

Resistere agli stimoli

Per la dott.ssa Watson, questo spiega perché le persone possono trovare più difficoltà a concentrarsi sulla dieta o sulla dipendenza se sono sotto stress.

L’ansia o lo stress costanti sono l’equivalente dello scenario di un carico di memoria elevato nel nostro studio. Hanno un impatto sulla capacità delle persone di utilizzare le proprie risorse di controllo esecutivo per aiutarle a gestire gli stimoli indesiderati provenienti dall’ambiente esterno“.

La dott.ssa, quindi, consiglia di essere strategici circa l’esposizione agli stimoli: “In caso di alta pressione cognitiva (stress o fatica) si dovrebbe cercare di evitare le situazioni in cui si potrebbe essere tentati dai segnali“.

Ora il passo successivo è capire come rafforzare il controllo esecutivo e se questo rappresenta un’opportunità per situazioni come la disintossicazione.

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