Perché anche le persone sane hanno infarti e ictus?
Perché persone apparentemente sane hanno infarti e ictus? Una nuova scoperta scientifica dà una risposta
Anche chi non ha colesterolo alto, non fuma e non è diabetico può rischiare un infarto. Ora sappiamo perché.

Una nuova ricerca americana ha finalmente gettato luce su un paradosso medico che per anni ha lasciato perplessi medici e pazienti: perché tante persone considerate “sane” hanno infarti o ictus?
Secondo lo studio pubblicato dai ricercatori del Mass General Brigham e riportato dal Daily Mail, fino al 50% degli infarti e degli ictus colpisce persone che non fumano, non soffrono di pressione alta, non hanno il colesterolo elevato né il diabete. In termini clinici, questi sono i cosiddetti fattori di rischio modificabili standard (in inglese Standard Modifiable Risk Factors, o SMuRFs).
Indice dell'articolo
- 1 Il rischio nascosto nelle persone apparentemente sane
- 2 Un semplice marcatore infiammatorio predice il rischio cardiovascolare
- 3 Chi è infiammato ma “senza fattori di rischio” può comunque proteggersi
- 4 Cosa sono le statine e perché sono così efficaci
- 5 Ictus: un’emergenza globale ancora troppo sottovalutata
- 6 L’infiammazione cronica: un nemico silenzioso
- 7 Come capire se sei a rischio anche senza sintomi
- 8 Cosa puoi fare per proteggerti?
- 9 FAQ
Il rischio nascosto nelle persone apparentemente sane
I dati storici, soprattutto relativi alla popolazione femminile, mostrano come molte donne “sane” subiscano comunque eventi cardiovascolari gravi, senza che i comuni algoritmi di prevenzione riescano a identificarle in tempo.
Per capire meglio, i ricercatori hanno esaminato i dati di 12.530 donne senza SMuRFs provenienti dal Women’s Health Study, uno studio di lungo periodo negli Stati Uniti. Il focus è stato su un marcatore infiammatorio chiamato hsCRP (high-sensitivity C-reactive protein), che è stato monitorato per oltre 30 anni.
Un semplice marcatore infiammatorio predice il rischio cardiovascolare
I risultati sono stati sorprendenti:
- Le donne con alti livelli di hsCRP avevano un rischio del 77% maggiore di sviluppare una malattia coronarica.
- Il rischio di ictus aumentava del 39%.
- Il rischio di un evento cardiovascolare maggiore (infarto, ictus o morte cardiaca) aumentava del 52%.
Tutto questo in assenza dei classici fattori di rischio.
Chi è infiammato ma “senza fattori di rischio” può comunque proteggersi
Una seconda parte dello studio, basata su dati randomizzati, ha mostrato che le persone identificate come SMuRF-less but inflamed—cioè senza fattori di rischio standard ma con infiammazione—possono ridurre il rischio cardiovascolare del 38% assumendo statine, farmaci noti per abbassare il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”).
L’assunzione dovrebbe iniziare intorno ai 40 anni, età in cui, secondo gli esperti, si può davvero fare la differenza.
Cosa sono le statine e perché sono così efficaci
Le statine sono farmaci in uso dagli anni ’80, progettati per ridurre la produzione di colesterolo LDL nel fegato. Agiscono a livello digestivo e sono diventate una pietra miliare nella prevenzione cardiovascolare.
Numerosi studi hanno confermato che le statine salvano vite, riducendo in modo significativo il rischio di infarto e ictus. Costano pochissimo (circa 2 centesimi per compressa), ma hanno un impatto enorme sulla salute pubblica.
Le parole dell’esperto
“Le donne che soffrono di infarti e ictus pur non avendo fattori di rischio modificabili standard non sono individuate dagli algoritmi di rischio usati dai medici. Eppure i nostri dati dimostrano chiaramente che donne apparentemente sane ma infiammate hanno un rischio cardiovascolare molto elevato.” — Dr. Paul Ridker, cardiologo preventivo al Mass General Brigham’s Heart and Vascular Institute.
Secondo Ridker, bisogna intervenire prima che la malattia si manifesti, idealmente già nei 40 anni: “Non possiamo aspettare che compaiano i primi segnali clinici nei 70 anni, quando è spesso troppo tardi.”
Ictus: un’emergenza globale ancora troppo sottovalutata
L’ictus è tra le principali cause di morte e disabilità al mondo.
Nel Regno Unito, ogni anno si registrano oltre 100.000 casi di ictus, uno ogni cinque minuti, con 38.000 decessi annuali. È la quarta causa di morte nel Paese.
Negli Stati Uniti, ogni anno colpisce più di 795.000 persone, e 137.000 muoiono a causa di questa patologia.
L’infiammazione cronica: un nemico silenzioso
In milioni di persone, l’infiammazione cronica è presente anche senza sintomi evidenti. Le cause principali sono:
- Obesità, che contribuisce a malattie croniche come diabete di tipo 2 e malattie cardiache.
- Fegato grasso non alcolico, che colpisce circa 1 adulto su 3.
- Demenza, spesso complicanza di patologie cardiovascolari e diabete.
Uno studio della American Society for Nutrition (2016) ha dimostrato che l’obesità e i problemi ad essa associati compromettono gravemente il sistema immunitario e la capacità dell’organismo di difendersi dalle malattie.
Come capire se sei a rischio anche senza sintomi
Ecco alcuni segnali e situazioni da non sottovalutare, anche in assenza di SMuRFs:
- Familiari con malattie cardiache precoci
- Vita sedentaria
- Sovrappeso anche moderato
- Stress cronico
- Infiammazione silente rilevabile tramite analisi del sangue (come l’hsCRP)
Chiedere al medico un check dei marcatori infiammatori può essere un primo passo importante per chi si considera sano ma vuole davvero prevenire.
Cosa puoi fare per proteggerti?
- Fai movimento: anche 30 minuti al giorno di camminata aiutano a ridurre l’infiammazione.
- Mangia anti-infiammatorio: più verdure, cereali integrali, frutta secca, pesce azzurro.
- Valuta con il medico l’uso delle statine, specialmente se hai oltre 40 anni e segnali infiammatori elevati.
- Controlla il tuo hsCRP, soprattutto se hai familiarità con malattie cardiovascolari.
- Evita il fumo e limita l’alcol.
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FAQ
Cosa significa avere alti livelli di hsCRP?
Indica che nel corpo è presente uno stato di infiammazione cronica, anche se non visibile.
Posso avere un infarto anche senza colesterolo alto?
Sì, come dimostra questo studio, anche chi non ha colesterolo alto o ipertensione può essere a rischio, soprattutto se ha infiammazione.
A che età dovrei iniziare a preoccuparmi del rischio cardiovascolare?
Già intorno ai 40 anni può essere utile iniziare a monitorare infiammazione e altri indicatori di rischio.
Le statine fanno male?
Come tutti i farmaci, hanno effetti collaterali possibili, ma per molti soggetti ad alto rischio i benefici superano i rischi. Consulta sempre il tuo medico.
Che esame devo fare per sapere se ho infiammazione silente?
Basta un semplice esame del sangue per misurare la proteina C reattiva ad alta sensibilità (hsCRP).
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