Locatelli: “Ecco la differenza tra i vaccini Moderna e Pfizer”

I dati sul vaccino Moderna indicano «nei soggetti ultra 65enni delle percentuali di efficacia nell’ordine dell’85-86% e questo non era scontato».

Così il presidente del Consiglio superiore di sanità (CSS), Franco Locatelli, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. Riferendosi, quindi, al profilo della sicurezza del vaccino, ha sottolineato: «È assolutamente consistente con quello osservato con Pfizer».

Locatelli ha poi ricordato alcune differenze tra i due vaccini approvati dall’Ema e da Aifa: «Moderna è approvato per l’uso sopra i 18 anni, mentre per Pfizer c’è anche la fascia 16-18 anni. L’intervallo tra le due somministrazioni di Moderna è di 28 giorni, invece che di 21. Gli studi clinici ci indicano che l’acquisizione dell’immunità protettiva che si verifica nel 95% dei vaccinati con Moderna la si ha dopo 14 giorni dalla seconda somministrazione».

Rispetto invece alla durata della protezione, per Moderna «si ipotizzano due anni, e per Pfizer un anno». Inoltre, il vaccino Moderna «si conserva tra 15 e 25 gradi, ma può essere anche mantenuto una volta scongelato tra 2 e 8 gradi per 30 giorni».

Locatelli ha fatto infine riferimento alla variante inglese del nuovo coronavirus SarsCov2 sottolineando che «alcuni studi i cui risultati sono stati divulgati oggi indicano come la vaccinazione con Pfizer-BioNTech è in grado di conferire protezione anche per la variante inglese. Non c’era una grande preoccupazione, ma avere questo dato documentato – ha affermato – ci rassicura ulteriormente sull’efficacia delle vaccinazioni».

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