Lipodistrofia: cos’è, sintomi, cause, trattamento

La lipodistrofia è un insieme di sindromi che ci contraddistingue per la perdita di tessuto adiposo sottocutaneo e per il suo accumulo in zone anomale.

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Con il termine ‘lipodistrofia’, si inquadra un ampio elenco di sindromi rare. Parliamo, nello specifico, di situazioni in cui il paziente va incontro a una progressiva perdita di tessuto adiposo sottocutaneo e per un suo accumulo in zone anomale del corpo. Vediamo assieme, nelle prossime righe, come si manifesta questa sindrome, da cosa è causata e come si tratta.

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Sintomi

Tra i principali sintomi della lipodistrofia è possibile citare la magrezza eccessiva, ma anche il viso palesemente allungato. Proseguendo con l’elenco dei sintomi della lipodistrofia è possibile citare pure la fame incontrollata, così come i muscoli e le vene prominenti.

Da non dimenticare è il fatto che la lipodistrofia è annoverabile tra le complicanze più frequenti nei soggetti con diagnosi di diabete di tipo I e II in trattamento con l’insulina.

Nei pazienti che soffrono di lipodistrofia generalizzata – non importa che sia congenita o acquisita – le anomalie sopra ricordate tendono a palesarsi in età giovane. La loro manifestazione si accompagna a diverse complicazioni. Tra queste, è possibile includere le nefropatie, ma anche le retinopatie e le pancreatiti acute. FIRMA

Cause

Nella maggior parte dei casi, i fattori causali della lipodistrofia sono di carattere genetico. In alcuni frangenti, questa sindrome può avere alla base anche una situazione di malnutrizione o, come sopra accennato, l’assunzione di determinati farmaci. Tra questi, è possibile citare non solo i medicinali per il diabete, ma anche quelli finalizzati al trattamento dell’HIV.

Trattamento

Il trattamento della lipodistrofia dipende dal tipo di sindrome. Giusto per fare un esempio, ricordiamo il caso della lipodistrofia con insulino resistenza e diabete. In questi frangenti, si procede con la somministrazione di farmaci antiabetici. In caso di lipodistrofia associata a ipertensione, invece, si può procedere con farmaci inibitori sistematici dell’enzima di conversione dell’angiotensina.

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