Un gesto semplice ogni giorno può ridurre il rischio di ictus

Uno studio pubblicato su Nutrients suggerisce che bere un bicchiere di latte al giorno può ridurre il rischio di ictus fino al 10% in 10 anni.

Bere un bicchiere di latte al giorno potrebbe ridurre il rischio di ictus fino al 10% in un arco di 10 anni. Il dato emerge da uno studio condotto in Giappone e pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, che ha analizzato l’impatto di un aumento del consumo di latte nella popolazione adulta tra i 30 e i 79 anni.

Quanto latte serve davvero e cosa cambia

I ricercatori hanno individuato in 180 grammi al giorno — circa un bicchiere medio — la quantità associata a un minor rischio di Ictus.

Attraverso un modello di simulazione a 10 anni, lo studio ha stimato che un aumento generalizzato del consumo fino a questo livello potrebbe ridurre il rischio complessivo di ictus di circa il 7%, con punte fino al 10,6% in alcuni gruppi di popolazione.

I numeri diventano più concreti guardando alle proiezioni:

  • circa 1,76 milioni di ictus previsti in 10 anni con i consumi attuali
  • oltre 267.000 decessi stimati nello stesso periodo
  • 123.618 ictus evitabili aumentando il consumo di latte
  • 18.721 morti potenzialmente prevenibili

Perché il latte può avere questo effetto

Secondo gli autori, il beneficio deriva dalla composizione nutrizionale del latte. Il prodotto contiene una combinazione di minerali che agiscono direttamente sulla pressione arteriosa.

Scrivono i ricercatori: “Il latte è un alimento ricco di nutrienti e fornisce numerosi micronutrienti che influenzano il rischio di ictus”.

E aggiungono: “È la principale fonte alimentare di calcio in Giappone, che è associato in modo inverso all’ipertensione e all’ictus”.

Un altro passaggio chiarisce il ruolo degli altri minerali: “Il latte contiene anche potassio e magnesio, che sono associati a un rischio più basso di ictus”.

Queste sostanze contribuiscono a rilassare i vasi sanguigni e migliorare la circolazione, con un effetto diretto sul controllo della pressione.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio non ha osservato direttamente persone che aumentavano il consumo di latte. I ricercatori hanno utilizzato un modello simulato basato su dati reali della popolazione giapponese.

Sono stati presi in considerazione:

  • tassi di ictus e mortalità
  • spesa sanitaria
  • livelli attuali di consumo di latte
  • studi precedenti sul legame tra latte e rischio cardiovascolare

Il modello ha confrontato due scenari: quello attuale e uno in cui il consumo medio sale a 180 grammi al giorno, cioè il livello raccomandato in Giappone.

Un consumo ancora troppo basso

Un dato chiave riguarda le abitudini alimentari. In Giappone il consumo medio di latte è di circa 61,8 grammi al giorno, ben al di sotto della soglia considerata benefica nello studio.

Questo suggerisce che una larga parte della popolazione non raggiunge i livelli potenzialmente utili per la prevenzione.

Differenze tra tipi di latte

Lo studio non ha distinto tra latte intero, parzialmente scremato o scremato.

Tuttavia, ricerche precedenti indicano che i benefici potrebbero variare:

  • il latte a basso contenuto di grassi mostra effetti moderatamente positivi;
  • il latte intero non evidenzia un chiaro effetto protettivo.

Si tratta di un aspetto ancora aperto e che richiede ulteriori approfondimenti.

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I nutrienti chiave del latte

Il latte viene spesso definito un alimento “ricco di nutrienti” perché fornisce molte sostanze utili in una porzione relativamente piccola.

Tra le principali:

  • calcio: fondamentale per ossa e denti
  • proteine complete: contengono tutti gli aminoacidi essenziali
  • vitamina B12: supporta sistema nervoso e produzione di globuli rossi
  • iodio: necessario per la funzione tiroidea

Un apporto adeguato di calcio nel corso della vita è associato a un minor rischio di osteoporosi, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Le proteine del latte contribuiscono anche al mantenimento della massa muscolare e favoriscono il senso di sazietà.

Pressione arteriosa e prevenzione

Un elemento centrale riguarda l’effetto combinato di calcio, potassio e magnesio.

Questi minerali contribuiscono a:

  • regolare la pressione sanguigna
  • migliorare la funzione dei vasi
  • ridurre lo stress sul sistema cardiovascolare

È proprio questo meccanismo che potrebbe spiegare la riduzione del rischio di ictus osservata nel modello.

Per chi vuole aumentare l’apporto quotidiano di latte senza rinunciare alla praticità, può essere utile scegliere prodotti a lunga conservazione o facilmente trasportabili. Su Amazon sono disponibili diverse opzioni di latte parzialmente scremato e scremato, anche in confezioni multipack, ideali per garantire continuità di consumo e mantenere una dieta equilibrata ogni giorno.

Bere latte ogni giorno riduce davvero il rischio di ictus?

Lo studio indica una possibile associazione tra consumo di latte e riduzione del rischio, ma si basa su un modello simulato. Non dimostra un effetto diretto osservato su pazienti reali.

Quanto latte bisognerebbe bere?

La quantità indicata è circa 180 grammi al giorno, pari a un bicchiere medio. Si tratta del livello utilizzato nel modello per valutare l’impatto sulla popolazione.

Tutti i tipi di latte hanno lo stesso effetto?

No. Alcune ricerche suggeriscono che il latte a basso contenuto di grassi possa avere benefici maggiori rispetto a quello intero, ma servono ulteriori studi.

Perché il latte incide sulla pressione?

Grazie alla presenza di calcio, potassio e magnesio, che aiutano a rilassare i vasi sanguigni e migliorare la circolazione.

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