Influenza, isolato a Parma il primo virus della stagione

Il primo virus della stagione, di specie B, è stato identificato a Parma da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni.

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Ieri, martedì 24 settembre, è stato identificato il primo virus influenzale della stagione, di specie B, da Flora De Conto, Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori nei laboratori di virologia molecolare e virologia isolamento agenti virali dell’unità operativa complessa di virologia dell’azienda ospedaliero – universitaria di Parma, diretta da Adriana Calderaro.

L’impiego di tecnologie molecolari avanzate, in sinergia con metodi colturali convenzionali, in uso all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha permesso una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria Generale e d’Urgenza.

La bambina è stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.

Il risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, in quanto dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.

Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.

L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.