Il virologo Crisanti: “Ogni 5 giorni il coronavirus si moltiplica per 3”

Andrea Crisanti, virologo e ordinario di microbiologia all'Università di Padova, è intervenuto ad Agorà su Rai 3.

«Il virus ogni cinque giorni si moltiplica per tre, se non si fa nulla». Così Andrea Crisanti, virologo e ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenuto ad Agorà su Rai 3.

«Bisogna anticipare il virus – ha aggiunto Crisanti – per evitare una ripresa, perché i comportamenti attuali e le misure che abbiamo messo in atto non riescono ad abbassare le capacità di replicazione del virus».

TEST RAPIDI

Crisanti, commentando un esperimento in atto nelle scuole del Lazio, ha poi detto: «I test salivari e le altre tipologie di test rapidi sono molto utili per analizzare le grandi comunità, e rapidamente. Però bisogna dire onestamente che questi test hanno una sensibilità minore, quindi alcuni positivi sfuggono».

«Se in una scuola si trovano dei positivi – ha osservato – vuol dire che in quella comunità il virus circola, e bisogna ritestare tutti con il tampone normale. Se invece in una comunità sono tutti negativi, ci fermiamo lì».

Crisanti ha rimarcato che «per circoscrivere e spegnere un focolaio bisogna usare test che hanno elevata sensibilità, perché l’obiettivo è non farci sfuggire nessuno. Bisogna chiedersi quale obiettivo vogliamo raggiungere e poi chiedersi se lo strumento è adatto, perché non sono tutti uguali».

“LE SCUOLE AUMENTANO I CONTAGI”

Crisanti ha anche affermato: «Le scuole sono potenzialmente in grado di aumentare i contagi e lo hanno dimostrato le esperienze di Israele e della Francia». L’errore che si commette è «andare a vedere la percentuale di studenti che si ammalano». In questo modo, ha sottolineato, «prendiamo un dato completamente falsato, perché gli studenti non si ammalano. La maggior parte di loro sono asintomatici, però possono portare il virus e possono infettare gli amici e i familiari. L’impatto non si vede sulla scuola, si vede sulla società».

Infine, «i provvedimenti del governo vanno nella direzione giusta. Sono misure che approvo dal punto di vista simbolico, perché i contagi aumentano e qualcosa bisogna fare. Quanto siano efficaci nessuno può dirlo adesso, lo sapremo nelle prossime settimane».

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