Ecco perché l’ipertensione è difficile da trattare

L'ipertensione colpisce molti italiani ma la sua diagnosi è insufficiente nonostante i rischi che comporta e alcuni pazienti sono resistenti ai trattamenti convenzionali.

0
ipertensione

Il problema principale dell’ipertensione è che si tratta di una malattia silenziosa. La diagnosi è, pertanto, rara anche se semplice dal momento che può avvenire tramite un semplice controllo della pressione arteriosa.

L’altro problema con l’ipertensione è che raramente conosciamo la causa, come affermato a PourquoiDocteur.fr da Bruno Besse, direttore medico di una biotecnologia che lavora sull’innovazione nella gestione di questa malattia. Le uniche cause identificabili dell’ipertensione, oltre a quelle relative al consumo eccessivo di determinati alimenti come il sale, sono il restringimento delle arterie renali o alcuni tumori che secernono le catecolamine.

Questa mancanza di conoscenza delle cause e l’insufficienza della diagnosi sono preoccupanti perché l’ipertensione è un fattore di rischio per gli incidenti cerebrovascolari e l’arteriosclerosi che può causare l’infarto e avere un impatto molto grave sul funzionamento di alcuni organi, come gli occhi con il rischio di cecità.

Con i trattamenti esistenti, la regolazione della pressione arteriosa è complessa. Entrano in gioco diversi sistemi, ovvero quelli che regolano e quelli che si contro-regolano, ma i farmaci disponibili nel migliore dei casi mirano a un singolo percorso. E non sappiamo quale di questi percorsi sia particolarmente attivo in un determinato paziente, soprattutto perché possono evolvere nel tempo.

Di conseguenza, per la maggior parte dellle persone ipertese ci vuole una terapia combinata: un bloccante del sistema renina-angiotensina, un inibitore di calcio e un diuretico. Ma tale trattamento è restrittivo e può causare effetti collaterali.

Quanto riportando videnzia la necessità di sviluppare nuovi farmaci antipertensivi, ad esempio quelli che prendono di mira la regolazione centrale della pressione del sangue agendo direttamente sul cervello e riducendo la pressione sanguigna indipendentemente dal profilo del paziente.

Commenti