È possibile invertire la nostra età biologica? Cos’ha scoperto uno studio

Potrebbe essere possibile riportare indietro le lancette del tempo dell'invecchiamento biologico secondo uno studio preliminare pubblicato su Aging Cell. Ecco i dettagli.

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Potrebbe essere possibile riportare indietro le lancette del tempo dell’invecchiamento biologico secondo uno studio preliminare pubblicato su Aging Cell. Ciò grazie a un ‘cocktail’ con 3 farmaci: un ormone della crescita e due farmaci antidiabetici.

Mentre tendiamo a definire l’età come il numero di anni vissuti – la nostra ‘età cronologica‘ – c’è un’altra definizione che riguarda la velocità con cui il nostro corpo sta invecchiando: l’età biologica.

Ebbene, gli scienziati possono stimare l’età biologica di qualcuno misurando i cambiamenti chimici nel DNA che si verificano nel corso tempo. Il risultato è che cinque persone di 35 anni possono condividere lo stesso anno di nascita ma avere un’età biologica diversa, alcune più vecchie e altre più giovani rispetto alla loro età cronologica.

In passato, come riportatosu Iflscience.com, gli scienziati hanno costruito ‘orologi epigenetici‘ (ovvero un test biochimico per calcolare l’età biologica) per prevedere la mortalità di una persona.

Nello studio in esame in questo post (durato un anno), i ricercatori hanno utilizzato orologi epigenetici per determinare l’efficacia del cocktail farmacologico in relazione all’invecchiamento biologico.

Nove pazienti sono stati sottoposti a un regime che richiedeva l’assunzione di un ormone della crescita e due farmaci per il diabete (deidroepiandrosterone o DHEA e metformina). I ricercatori hanno utilizzato quattro orologi epigenetici per determinare l’età biologica dei volontari e, con loro sorpresa, hanno scoperto che il cocktail di farmaci ha invertito l’invecchiamento biologico in media di 2,5 anni.

I risultati sono stati coerenti per ogni paziente e per ciascun test: quindi, mentre il numero esatto di anni persi potrebbe variare tra i pazienti, in oguno è stata notata un’inversione.

Inoltre, i campioni di sangue forniti dai sei pazienti sei mesi dopo lo studio hanno mostrato che gli effetti continuavano anche se avevano smesso di assumere i farmaci.

Mi sarei aspettato di vedere un rallentamento del tempo ma non un’inversione“, ha detto Steve Horvath, un genetista dell’Università della California, a Nature.

I ricercatori avevano inizialmente progettato questo studio per scoprire se un ormone della crescita potesse (in modo sicuro) ricostruire il tessuto nella ghiandola timica. I farmaci antidiabetici sono stati inclusi per contrastare il rischio aggiuntivo di diabete assumendo l’ormone della crescita. Testare i suoi effetti sull’invecchiamento biologico è stato un elemento aggiuntivo.

La sperimentazione, comunque, è stata preliminare e resta da vedere se i risultati possano essere replicati o meno.

È importante notare, ad esempio, che lo studio ha riguardato soltanto nove partecipanti, tutti bianchi, maschi e di mezza età (dai 51 ai 65 anni). Sarà interessante vedere se i risultati saranno gli stessi anche tra diverse etnie, generi ed età.

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