Depressione, in arrivo il farmaco salva – vita: ecco di cosa si tratta

È stato già approvato a marzo dalla Food and Drug Administration (FDA), l'ente governativo USA che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

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Le malattie del sistema nervoso sono tradizionalmente le più complesse da trattare, forse perché sono generate dall’organo più misterioso, del quale sappiamo meno, da sempre come scienziati e filosofi: il cervello.

E così la malattia mentale ha assunto con il tempo molteplici rappresentazioni, soprattutto soffrendo di un forte stigma: la pazzia come elemento di devianza, addirittura delinquenza, oppure la depressione, come incapacità e pigrizia ad adattarsi alle norme e alle convenzioni che regolano la società.

La farmacologia del sistema nervoso, certamente per via della complessità della fisiologia e della biochimica del cervello, è una scienza che procede lentamente. Tanto che molte delle molecole attualmente in commercio per trattare i maggiori disturbi della mente, principalmente, e in primis, depressione e schizofrenia, sono ormai le stesse da molto tempo.

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Ma una novità, in realtà, è molto vicina per affrontare, mai come era stato proposto sino ad oggi, gli episodi depressivi gravi. Parliamo di un farmaco derivato dalla Ketamina, tradizionalmente utilizzato a scopo anestetico, ma che a basse dosi ha mostrato effetti antidepressivi.

Questo farmaco, opportunamente modificato e formulato, con il nome Esketamina ha dato prova di essere efficace in tempi molto rapidi sull’umore, a differenza dei classici antidepressivi, in circolazione sino ad ora, i quali necessitano da due a tre settimane, per sortire effetti positivi sul paziente.

È stato già approvato a marzo dalla Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo USA che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ed è in attesa dell’approvazione dall’Agenzia Europea per i medicinali (EMA), dopo il positive opinion del Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP).

Dovrebbe quindi arrivare anche in Italia, il prossimo anno, se avremo il via libera anche dal nostro organismo regolatorio, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

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