Dall’Australia una speranza per invertire gli effetti del morbo di Alzheimer

Al via una ricerca sperimentale che, secondo i medici, può invertire gli effetti dell'Alzheimer e prevenire che si verifichino sin dall'inizio.

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Una sperimentazione medica a Perth, in Australia, potrebbe aiutare milioni di persone in tutto il mondo colpite dal morbo di Alzheimer e tutto ruoterebbe attorno a un tablet.

Alton Tebbutt, 62 anni, è malato di Alzheimer. Suo figlio Dylan soffre di schizofrenia.

L’uomo ha deciso di prendere parte all’esperimento perché sia i suoi nonni che i suoi bisnonni hanno avuto la medesima malattia contro cui, al momento, non esiste alcuna cura.

I medici di Perth, però, sperano di potere trovare una soluzione con la somministrazione di un farmaco chiamato Xanamem.

Abbiamo ragione di credere che non solo possa invertire gli effetti del morbo di Alzheimer, ma possibilmente possa prevenire che gli effetti si verifichino all’inizio”, ha affermato la dott.ssa Lara Hatchuel, direttore medico della Linear Clinical Research Limited del Sir Charles Gairdner Hospital.

Xamamem agisce mirando e abbassando il cortisolo, l’ormone che il corpo elabora sotto stress. I medici sanno, infatti, che l’aumento dei livelli di cortisolo nel cervello può portare all’Alzheimer.

Per Alton Tebbutt ciò significa che dovrà assumere il farmaco una volta al giorno per 12 settimane.

È troppo presto per dire se il test avrà successo ma la dottoressa Hatchuel sostiene che abbia il potenziale per cambiare la vita di milioni di persone.

La ricerca clinica lineare, inoltre, ha bisogno di più persone per prendere parte all’esperimento e, quindi, i ricercatori stanno selezionando altra gente. Più informazioni qui.