Covid-19, Lopalco: “Il sistema dei colori? Insegue il coronavirus”

Così Pier Luigi Lopalco, infettivologo e assessore alla sanità e al welfare della Regione Puglia, ospite a SkyTg24.

Pierluigi Lopalco, infettivologo.

«Il sistema dei colori è uno schema che insegue il virus: le proiezioni che abbiamo si riferiscono a dati di almeno dieci giorni prima. Anche in Conferenza stato-Regioni sono state fatte queste osservazioni, il dato più fresco che si può invece prendere come riferimento è l’incidenza, sulla base della quale si stanno assumendo misure sulle scuole. Prima, quando facevamo un’ordinanza sulla scuola, come Regione, il provvedimento veniva impugnato, ora non sono più impugnabili. Con il nuovo DPCM c’è una differenza non da poco. Conseguentemente, nel tavolo con le Regioni sulla revisione dei 21 parametri si apre ora una fase di discussione ed eventuale revisione».

Così Pier Luigi Lopalco, infettivologo e assessore alla sanità e al welfare della Regione Puglia, ospite a SkyTg24.

In termini di impatto sulla salute dei più giovani, in età scolastica, prosegue Lopalco: «la variante inglese non incide negativamente. Quello che però dobbiamo valutare bene, e temo possano esserci delle brutte sorprese, è la capacità di trasmissione del virus anche nelle persone vaccinate, alla luce di queste nuove varianti».

Lopalco ha poi detto: «L’indicazione di conservare il 30% delle dosi di vaccino ci è arrivata dall’ex commissario straordinario Domenico Arcuri ma non sempre è stato possibile tenere da parte tutte le scorte: ci sono settimane che in funzione alla consegna delle dosi si recuperano i vaccini mancanti con l’utilizzo delle scorte».

Infine, «il problema della lentezza con cui si procede con AstraZeneca è invece legato al limite dei 55 anni – spiega il professor Lopalco – in Puglia abbiamo iniziato con gli operatori scolastici solo quando abbiamo ricevuto un via libera dal ministero della Salute per procedere con la somministrazione anche alle persone tra i 55 e i 65 anni. Anche le consegne di questo vaccino non sono state sincrone in tutte le Regioni, la differenza sui tempi nei vari territori è altresì legato a chi svolge la vaccinazione, non solo alla categoria dei vaccinati, vale a dire se medici di base o asl. A parte alcuni casi limite, la maggior parte delle Regioni sta somministrando le dosi consegnate».

LEGGI ANCHE: Covid-19, Bassetti: “La terza ondata è cominciata”