Covid-19: la Vitamina D riduce la mortalità? Cosa dice uno studio

Sono noti i benefici della Vitamina D nel regolare alcuni organi e sistemi. Ma funziona anche contro il Covid-19?

Sono noti i benefici della Vitamina D nel regolare alcuni organi e sistemi, nel prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi, nel favorire una risposta immunitaria efficace e proteggere l’organismo da virus. A tal proposito da diversi mesi ci si è chiesti che ruolo questa potesse avere nel prevenire l’insorgenza dell’infezione da Coronavirus, ipotizzando risposte favorevoli.

Quella che era stata identificata come una fake news oggi diventa oggetto di studio e prove d’efficacia: cosa comporta la carenza di Vitamina D? Questa riduce la mortalità da SARS-CoV-2?

Covid-19 e Vitamina D: uno studio

Dall’inizio della pandemia sono state molte le voci diffuse tramite il web 2.0 che si schieravano favorevoli all’assunzione della Vitamina D per proteggere dal Coronavirus eppure questa “soluzione” era stata smentita dal Ministero della Salute aggiungendola tra le 65 bufale più dirompenti da cui proteggersi davvero per la mancanza di evidenze scientifiche.

Come da risposta, è stato il Dottor David Meltzer dell’Università di Chicago a testare l’ipotesi.

Un anno prima a molti pazienti erano stati rilevati i livelli di Vitamina D, questi sono stati poi studiati e messi in correlazione con l’infezione da Covid-19.

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Risultati dello studio

Dei 489 pazienti sottoposti allo studio, un campione statisticamente significativo, il 21,6% di essi che risultavano carenti di Vitamina D è risultato positivo al Covid-19.

Questo dato è davvero così rilevante da poter essere una risposta alle tante domande susseguitesi durante la pandemia?

Sono differenti le considerazioni che vengono poste e che devono essere prese in considerazione:

  • I test sono stati eseguiti in momenti differenti quindi i livelli di Vitamina D potrebbero essere mutati dal momento dell’esposizione al virus.
  • La vitamina D potrebbe essere una sentinella di altri problemi nascosti che rendono il soggetto più vulnerabile, non è possibile privarne le cure per arruolare il paziente allo studio.

Appare evidente, a fronte di quanto riportato, che lo studio non può essere la conferma di nessun collegamento supposto.

Per presupporre uno studio sperimentale adeguato bisognerebbe condurre uno studio randomizzato (i pazienti sono assegnati in modo casuale mirando alla riduzione degli errori), un gold standard che in questo caso non può essere attuato: diverse sarebbero le implicazioni per i pazienti con probabilità di patologie sottostanti.

Vitamina D e consigli dagli esperti

Nonostante la mancanza di prove d’efficacia attendibili, è stata la Dottoressa Rose Anne Terry del Trinity College di Dublino a dichiarare: “Non abbiamo prove randomizzate e controllate ma quanto tempo volete aspettare nel contesto di una tale crisi? Sappiamo che la Vitamina D è importante per la funzione muscolo-scheletrica quindi le persone dovrebbero prenderla comunque”.

Gli esperti raccomandano: non bisogna però sostituire la distanza di un metro e l’uso delle mascherine con l’assunzione di Vitamina D.

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