Covid-19 in Lombardia, DeMicheli: “Ultima ad uscire dall’emergenza”

Vittorio Demicheli, epidemiologo, direttore sanitario dell'ATS di Milano, è stato intervistato dal Corriere della Sera.

Vittorio Demicheli, epidemiologo, direttore sanitario dell’ATS di Milano e tra i referenti della task force della Regione Lombardia, intervistato dal Corriere della Sera, ha affermato: «Il grande sogno è arrivare a zero contagi. O almeno zero pazienti ricoverati a causa del coronavirus. In Lombardia, la regione colpita più duramente dall’epidemia di Covid-19, ieri si contavano 259 nuovi casi sui 303 italiani, l’85%. Ma se sulla scomparsa definitiva del virus è difficile fare previsioni, i letti dei reparti lombardi continuano a liberarsi e nel giro di qualche settimana dovremmo arrivare a numeri molto bassi».

«La decrescita è consistente: quasi cento pazienti in meno tra domenica e ieri, per esempio. Sicuramente riscontriamo casi sempre meno importanti dal punto di vista clinico e il calo negli ospedali è abbastanza veloce», ha aggiunto.

Tuttavia, la Lombardia è l’unica Regione d’Italia dove il dato giornaliero dei nuovi positivi è a tre cifre, al contrario delle altre Regioni: «Si tratta per metà di casi vecchi relativi a focolai nelle residenze sanitarie per anziani oppure a operatori sanitari e socio-sanitari, su cui si fa ricerca attiva. E poi ci sono i positivi emersi dai test sierologici, spesso con sintomi lievi, in cui l’infezione non è recente. Quindi, i casi nuovi sono circa un centinaio in Lombardia».

L’esperto ha proseguito: «I contagi, è vero, non diminuiscono con la stessa rapidità con cui sono cresciuti. Il calo probabilmente è dovuto ai criteri di trasmissibilità del virus, legata alla vicinanza delle persone. Il lockdown ha impedito il grosso dei contagi ma non li ha fermati del tutto. A questa velocità servirà un bel po’ di tempo per arrivare a numeri bassi. Non è però un fenomeno solo lombardo: le ‘code’ si osservano in tutti gli Stati colpiti come noi dall’epidemia, per esempio Francia e Spagna, e le curve hanno lo stesso profilo. Solo le nazioni che hanno avuto pochi malati sono già arrivate a zero. L’importante è che non ci sia un’inversione di tendenza».

«Non siamo in una situazione di allarme – ha assicurato DeMicheli – Non per questo bisogna abbandonare la prudenza. Un’epidemia si caratterizza per un’incidenza di contagi anomala rispetto all’atteso. Noi oggi ci attendiamo un certo numero di casi, quello che è importante è che non crescano. Non vediamo aumenti di arrivi nei Pronto soccorso né di richieste al servizio di emergenza. Sono convinto dell’utilità delle norme sui luoghi di lavoro, con la misurazione della febbre che permette di trovare qualche sintomatico e soprattutto ricorda alle persone di continuare a seguire comportamenti corretti. Inoltre ora abbiamo una buona rete di sorveglianza, con i medici di medicina generale che ci segnalano i casi sospetti. Per fortuna non tutti risultano positivi, ma vuol dire che l’attenzione è alta». ADNKRONOS.

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