Covid-19, Galli contro lo stop all’obbligo delle mascherine al chiuso

L'infettivologo Massimo Galli, ospite a The Breakfast Club su Radio Capital, ha parlato dello stop all'obbligo delle mascherine al chiuso dal 1° maggio.

Massimo Galli
Massimo Galli

Togliere le mascherine al chiuso è una discreta corbelleria. La mascherina è uno strumento di protezione individuale e in determinati contesti, toglierle vuol dire escludere i fragili”.

Lo ha detto l’infettivologo Massimo Galli, ospite a The Breakfast Club su Radio Capital. “Se una persona non ha un quadro brillante dal punto di vista immunitario, può farsi tutti i vaccini che vuole ma comunque – continua Galli – avrà una protezione parziale o assente. Se vuole andare su un mezzo pubblico, metterà la mascherina, ma se gli altri non l’avranno questa persona rischia. Al cinema o al teatro il discorso è lo stesso. Dobbiamo rispettare le persone definite fragili e poi dobbiamo adottare tutte le misure possibili per mantenere le attività aperte e limitare la diffusione di un virus che così bonaccione non è. Se qualcuno vede la mascherina come uno strumento di coercizione e limitazione della libertà ha una visione becera del problema. Come dire che il casco da motociclista non lo porti perché limita la libertà, magari è una seccatura ma ti protegge anche se non dal 100% degli incidenti”.

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Proprio oggi Andrea Costa, sottosegretario di Stato alla Salute, ha preannunciato lo stop all’obbligo dell’uso delle mascherine al chiuso dal 1° maggio ma con alcune eccezioni, come nei mezzi del trasporto pubblico. Qui le sue parole.

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