Covid-19 e cibi congelati: è possibile la trasmissione?

Dei casi di cibo congelato contaminato dal COVID-19 in Norvegia, Nuova Zelanda e trasportato dal Brasile, se n’è molto parlato nei giorni scorsi. Ad aumentarne i rumors sono stati i timori del rischio di contagio “alimenti-uomo”.

È l’esperta Amira Roess – Professore di Salute Globale ed Epidemiologia presso la George Mason University – a rispondere, mettendo a tacere tacere dubbi e fake news: “Al momento non ci sono prove di trasmissione dagli imballaggi, in particolare da quelli di alimenti congelati a uomo”.

I numeri contano

Nell’approvare o meno una teoria scientifica, a fare la differenza sono i numeri statistici e la verifica delle ipotesi: è proprio rilevando la probabilità con la quale un evento, come nel caso della tramissione del virus Covid-19 tramite il cibo congelato, possa replicarsi a determinarne i rischi.

“In un rapporto, oltre 200.000 campioni di alimenti congelati sono stati testati per Covid-19 e uno è risultato positivo. Sulla base dei dati attuali, la quantità di virus rilevata sulla confezione probabilmente non è sufficiente a rappresentare un rischio per gli esseri umani”, ha aggiunto l’esperta Admira Roess.

Il virus, quindi, può sopravvivere al di fuori dell’uomo?

Secondo gli studiosi di microbiologia, il COVID-19 ha bisogno di essere “ospitato” all’interno del corpo per mantenersi a lungo.

Qual è il rapporto tra Coronavirus e temperature?

Nonostante il virus possa vivere a basse soglie di temperature, gli sbalzi come nel caso di congelamento e scongelamento, o la prolungata esposizione del virus ai raggi UV, comportano una maggiore vulnerabilità del virus che sarà destinato a perdere la propria efficacia o morire.

Come nel caso delle ali di pollo dal Brasile o i frutti di mare congelati dall’Ecuador, il materiale genetico trovato sui pacchi significava solamente che il virus “era lì” non necessariamente attivo o con capacità infettive, “aspettava di morire”. Secondo fonti validate, infatti, i test delle persone che sono entrate in contatto con le ali di pollo sono risultati negativi al Covid-19.

Dopotutto, Mike Ryan – Direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – è intervenuto rassicurando: “Non ci sono prove che il cibo o la catena alimentare partecipino alla trasmissione di questo virus e le persone dovrebbero sentirsi a proprio agio e al sicuro”.

Tra igiene e distanziamento, attenzione alle bufale

Le preoccupazioni non sono mai abbastanza quando si parla del nuovo Coronavirus?

Di certo, è essenziale continuare a proteggersi tramite l’utilizzo delle mascherine, mantere il distanziamento sociale, pulire gli articoli alimentari prima di metterli nel frigorigero ed effettuare un’adeguata igiene delle mani.

A smentire le false notizie è il Ministero della Salute con l’appello “Attento alle bufale”, consultabile a questo link.